Cultura e Spettacoli

Tra suggestioni musicali e arte, un tea concert per il debutto di Aoi Uegata

Domenica nello spazio Tarshito di Bari l’esordio concertistico della giovane fisarmonicista giapponese

«Se apri un ciliegio, non troverai fiori: ma la brezza di primavera ne porterà a miriadi», recitano versi di Ikkyu. Perché il sakura non rappresenta solo la delicatezza di un fiore, ma un messaggio muto che il Giappone tramanda nei secoli: afferrare il senso della bellezza, cercando l’armonia nella fugacità dell’esistenza.

Sensazioni impalpabili di profonda spiritualità che, in questo caso, si trasformano in musica, attraverso l’incantevole performance della nascente fisarmonicista giapponese Aoi Uegata, al suo primo debutto concertistico, tenutosi la scorsa domenica, presso lo spazio Tarshito a Bari.

Durante l’evento, organizzato dall’ AFI, Associazione Fisarmonicistica Italiana, la giovane ha dato prova di grandi capacità interpretative e di un’attenta conoscenza del programma proposto. La Uegata, che ha iniziato a studiare la fisarmonica classica con il Prof. Ryuya Kinoshita, è laureanda presso il Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari, seguita dal Maestro Francesco Palazzo.

«L’interesse per la fisarmonica è nato circa dieci anni fa, quando mi sono innamorata di questo strumento e ho deciso di approfondire. Suonare in Italia per me era un sogno, che si è realizzato nel momento in cui ho conosciuto il prof. Palazzo. Mi ha insegnato ad acquisire la capacità di interpretare un brano rispettando il mio sentire, e l’importanza di trasmettere la mia cultura di provenienza e la mia individualità, attraverso brani sia classici che contemporanei», ha spiegato la musicista, classificata ai primi posti di numerosi concorsi nazionali e internazionali, come il Concorso Nazionale di Musica Euterpe, il Premio Bari Accordion Festival e il Concorso Nazionale “Premio delle Arti”: ha svolto, inoltre, attività concertistica in formazioni cameristiche con la Fisarmoniké Orchestra. Raffinata ed emotivamente coinvolgente l’esecuzione in apertura del brano tradizionale giapponese Etenraku Imayou, derivato da una tipologia di composizioni che nel periodo Heian (794-1185) venivano utilizzate durante le celebrazioni.

Si tratta di canzoni popolari divenute poi un classico della tradizione musicale giapponese, in grado di fondere impressioni timbriche contrastanti ed evocative. Etenraku si traduce come “musica della divinità”. Eseguiti successivamente, tra gli altri, di Johann Sebastian Bach: Preludio e Fuga n.23 in Si maggiore, Preludio e Fuga n.10 in Mi minore, Preludio e Fuga n.3 in Do diesis maggiore, da Il Clavicembalo ben temperato, Libro I, composizioni che rappresentano il vertice della grande maestria contrappuntistica di Bach, di cui la Uegata ha offerto al pubblico un esempio di resa sonora decisamente calibrata e affascinante, grazie alla capacità di sostenerne le note e gestirne le dinamiche. Eseguite anche di Mozart le note 12 variazioni in Do maggiore su “Ah, vous dirai-je, Maman”, K. 265, e il Racconto d’autunno di Roberto Caberlotto, ispirato alle opere pittoriche di Gastone Biggi. Particolarmente intensa l’interpretazione della scherzo toccata di Pyotr Londonov, brano virtuosistico molto conosciuto nel repertorio classico per fisarmonica, che rappresenta un vero banco di prova per ogni fisarmonicista, caratterizzato dalla complessa profondità introspettiva e difficoltà tecnica delle composizioni russe.

Rossella Cea


Pubblicato il 17 Febbraio 2026

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