Cronaca

Trasporto disabili, mano pesante dei giudici: oltre 150mila euro da risarcire

Il Tar/Puglia censura i ritardi accumulati da Asl/Bari e Regione, condannando al rimborso di spese e interessi

Un pugno in piena faccia per l’azienda sanitaria del capoluogo pugliese, il responso dei giudici amministrativi pugliesi in tema di tutela della disabilità, in particolare del trasporto disabili. Il Tribunale amministrativo della Puglia, difatti, con la prima sentenza adottata in tale materia, ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui l’Azienda Sanitaria Locale di Bari aveva rinviato la presa in carico del servizio di trasporto presso i centri diurni della Provincia di Bari, condannando la stessa azienda e la Regione Puglia – in solido tra loro – a risarcire i costi sopportati dai centri, oltre al rimborso di spese e interessi legali. Andiamo subito ai fatti. L’art. 46 della Legge Regionale n. 4/2010 assegna alle aziende sanitarie competenti per territorio il compito di garantire il servizio di trasporto-disabili presso i centri diurni socio-educativi contrattualizzati, ai sensi dell’art. 60 del regolamento regionale n. 4/2007. Negli anni passati, l’Asl/Bari, nonostante le numerose diffide per l’attivazione del servizio ricevute da centri diurni, associazioni di categoria e perfino dal Comune di Bari, non attivava alcun servizio. Solo nel 2020 l’Azienda di lungomare Storelli, per porre argine e rimedio – e in ogni caso in via eccezionale – consentiva ai centri di provvedere al trasporto. Corrispondendo, però, agli stessi una tariffa (€ 6,51) a utente che a stento copriva i costi sopportati. Scaduto il contratto, i centri tornavano a diffidare l’Asl a prendere in carico il servizio o a ricevere una tariffa adeguata minacciando – in caso contrario – che avrebbero interrotto il trasporto. E che ciò avrebbe creato “”…gravissimi danni agli utenti disabili e alle loro famiglie””. Preso atto dell’inerzia della stessa azienda sanitaria barese, quattro centri diurni di Bari e Rutigliano – rivolgendosi all’avvocato Paolo Gaballo del Foro di Lecce – ricorrevano al Tribunale Amministrativo della Puglia, chiedendo ovviamente di porre rimedio a una situazione ormai insopportabile, anche per i rischi connessi alla tutela della salute dei disabili stessi. I giudici di piazza Massari disponevano di chiamare in causa anche la Regione affinchè la stessa ponesse, appunto, rimedio. Fatto sta che, nonostante il disposto del Giudicante, nulla accadeva; sicchè i centri tornavano a invocare giustizia al medesimo Tar/Puglia, che, accogliendo finalmente le istanze cautelari, ordinava ad Asl e Regione di aprire un tavolo tecnico al fine, appunto, di risolvere la situazione e, nel caso, rinegoziare coi centri l’originaria tariffa per lo svolgimento del servizio di trasporto negato. Ma niente: neppure nell’unico incontro fissato dalla Regione il primo febbraio 2023 la situazione di stallo mutava. Al punto che un centro diurno di Bitonto, denominato “Crisalide”, dopo aver chiesto di erogare il servizio in favore dei propri utenti disabili, si vedeva rinviare l’assunzione diretta del servizio a data indeterminata. Sicchè – sempre a mezzo dell’avvocato salentino – impugnava dinanzi al Tribunale amministrativo il provvedimento dell’Azienda sanitaria barese, chiedendo la condanna di quest’ultima a erogare il servizio di trasporto in favore dei propri utenti e il risarcimento danni. E così, in questi giorni a conclusione della lunga e laboriosa vicenda giudiziaria, la Seconda sezione del Tar/Puglia (Presidente ed estensore Orazio Ciliberti) ha accolto il ricorso del centro bitontino dichiarando illegittimo il provvedimento dell’Asl/Bari di rinvio del servizio in favore del centro e condannato Regione e Asl/Bari – sempre in solido tra loro – a risarcire i danni. Individuandoli nei costi del servizio sopportati dal centro a partire da oltre due anni fa e precisamente da ottobre 2021 con in più gli interessi legali, per un costo a carico del bilancio regionale di diverse centinaia di migliaia di euro, secondo i primi calcoli -ancora de a definire – oltre 150mila euro. In caso di mancato accordo sulla somma da risarcire, i giudici di piazza Massari hanno già nominato in qualità di Commissario “ad acta” il Prefetto di Bari. Passaggi particolarmente pesanti leggendo la sentenza sull’inerzia dei burocrati della sanità baresi che conclude: << (…)l’Asl/Bari non solo non ha preso in carico il servizio, ma non ha neppure svolto alcuna delle attività per finanziarlo, gestirlo in proprio o affidarlo a terzi. Pertanto, anche sotto tale profilo, il ricorso è ammissibile, sussistendo l’interesse della ricorrente a veder annullato l’atto impugnato e ad essere risarcita”. La decisione, la prima sul trasporto dei disabili in Puglia, riveste particolare importanza, in quanto consente di sbloccare una situazione che si trascina da anni a danno dei centri diurni e utenti disabili e rappresenta una autentica pietra miliare nella distribuzione delle competenze dei servizi in loro favore.

Francesco De Martino


Pubblicato il 29 Dicembre 2023

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