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Tre fortezze smantellate

Non sono rari in Puglia i casi di manieri pressoché irriconoscibili perché convertiti in dimore signorili. Per fortuna più rari (solo tre) sono i casi di castelli totalmente scomparsi : In cima a monte Castiglione, nel territorio di Faeto, sorgeva il castello di Crepacuore. La prima notizia che si ha di questa fortificazione risale al 1024, anno in cui esso – come riportato da un documento – venne assegnato dagli imperatori bizantini Basilio e Costantino al vescovo di Troia. Chiusa l’era delle Crociate dopo la resa di San Giovanni d’Acri nel 1291, la fortezza progressivamente decadde. Il colpo di grazia glielo inflisse il devastante terremoto del 1456. Definitivamente abbandonato e ridotto a un rudere, il castello di Crepacuore rimase alla mercé degli agenti atmosferici e dei predoni, che ne utilizzarono altrove ogni pietra rimasta… Ad Altamura, là dove oggi si allarga piazza Matteotti, ancora nell’Ottocento si ergeva una fortezza preesistente alla (ri)fondazione della città voluta da Federico II nel 1243. Fu prima dimora degli “Altamura”, ossia i discendenti di Sparano da Bari, poi di Giovanni Antonio Orsini del Balzo prima d’essere utilizzato come prigione. Quest’ultimo impiego tornò a danno della struttura, non sollecitando alcun intervento conservativo. Forse diventato insicuro (molte evasioni?), il castello dovette essere radiato dal novero delle prigioni e delle fortezze. Abbandonato, patì fulmini e microsismi. Nel 1642 era definito “inhabitabile e minaccia ruyna “. Divenuta necessaria, la demolizione iniziò nell’ottocento. Poche parti del millenario edificio ancora integre sono state inglobate dalle abitazioni che ne hanno preso il posto (all’interno di un locale adibito a magazzino sopravvivono un’arcata ogivale e stemmi di risulta). Infine Maglie : Il castello, di cui nell’immagine si può apprezzare una ricostruzione virtuale, sorgeva nell’odierna piazza Aldo Moro. Elevato alla fine del medioevo, subì considerevoli danni durante l’assedio dei turchi del 1° e 2 agosto 1480. Nella seconda metà del XVII secolo, quando le invasioni ottomane nel Salento cessarono del tutto, il castello perse ogni utilità cadendo in disuso. L’abbandono causò il progressivo peggioramento delle strutture, che incominciarono a minacciare rovina in alcuni punti, e crollare del tutto in altri. Nel 1711, quando venne ceduto al duca Ascanio Filomarino, il maniero fu demolito e convertito in palazzo baronale. Degli originali ambienti sopravvissero solo la facciata del cortile maggiore, la scala maggiore, un magazzino, le carceri e alcuni ambienti che oggi costituiscono la segreteria e due aule del Liceo Capece.

Italo Interesse

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