Aspettando i playoff serve continuare a vincere
16 Maggio 2018
La Dama ha fame, la pedina trema
17 Maggio 2018

Tre volte Roca

L’elenco delle città-fantasma italiane considera cinque località pugliesi : San Nicola Imbuti (lago Varano), Villaggio Montecatini (S.G. Rotondo), Rione Fossi (Accadia), Monteruga (Veglie) e Roca Nuova (nell’immagine), frazione di Melendugno. Per capire la storia di quest’ultimo abbandono, che si completa all’inizio del Novecento, bisogna fare un salto indietro di quasi tremila anni. Nell’età del Ferro, tra San Foca e Torre dell’Orso, era insediata una comunità di cui sono rimaste tracce di fortificazione e reperti che per affinità ricordano modelli minoici ed egei. E’ possibile che il sito fosse sede di un importante luogo di culto. Più cospicue le tracce relative all’età messapica : un monumento funerario, diverse tombe e fornaci.  Sopravvissuta all’età romana, nel IX-X secolo, questa località, il cui nome latinizzato si pensa fosse Thuria Sallentina, venne due volte distrutta dai Saraceni. Più avanti, tra il 1358 e il 1353 il Conte di Lecce Gualtiero di Brienne la riedificò dotandola di una cittadella fortificata e la battezzò Roche, da cui Roca. Ma la fortificazione non bastò a scongiurare la furia dei Turchi, che nel 1480 devastarono gravemente il villaggio. Nel 1544 Roca venne definitivamente rasa al suolo dal governatore spagnolo Ferrante Loffredo allo scopo di trasferirne i pochi abitanti in un nuovo centro abitato, Roca Nova, posto a non più di 4 km dal sito originale. Roca Nova vide i suoi abitanti salire dalle 60 unità del 1646 alle 150 del 1805. Da quel momento ricominciò il declino. Per contrastare l’abbandono dei villaggi, che nel Regno duo siciliano era fenomeno diffusissimo, il governo borbonico esentò i comuni con meno di 500 abitanti dall’obbligo della leva. Ciò  mise il freno all’emigrazione a Roca. Con l’annessione dell’ex regno borbonico al Regno d’Italia, però, quella disposizione cadde e di nuovo a Roca Nuova la popolazione prese a diminuire. Nel 1879 erano rimaste solo due famiglie. Nel 1925 il villaggio venne definitivamente abbandonato. Chi voglia passeggiare tra le rovine di Roca Nuova potrà frasi un’idea di come fu progettato l’insediamento : quattro plessi abitativi raccolti intorno ad una grande piazza per il mercato su cui si affacciavano il castello baronale, la chiesa matrice e un pozzo. Le ragioni di questo fallimento sono forse da ricondurre alla cattiva qualità delle case, monolocali asfittici, privi di luce e di servizi igienici. Il toponimo Roca, comunque, continua ad avere significato amministrativo : a nord dell’area archeologica di Roca Vecchia sorge Roca li Posti, un centro abitato di una ventina di residenti che in estate si popola di migliaia di turisti.

Italo Interesse

526 Visite totali, 4 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *