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Treni e carrozze piene? Sì, no, forse…anche i sindacati titubanti

Trasporto pubblico locale un colpo al cerchio e uno alla botte. Ne sono certi i rappresentanti sindacali dell’Unione di Base /Usb Lavoro Pubblico e Provato) che ricapitolano le ultime vicende dell’uso di carrozze, treni e bus in Puglia. Con Ordinanza n. 273 del 29 Giugno scorso, difatti, la Regione Puglia ha disposto con decorrenza 1 Luglio la riattivazione di tutti i servizi di TPL (automobilistici extraurbani e ferroviari) a pieno regime, al 100%, consentendo tra l’altro il trasporto dell’utenza a pieno carico, limitatamente ai soli posti a sedere. In realtà l’Unione Sindacale di Base nell’ultimo mese si era già fatta carico e portavoce dei disagi subiti dall’utenza rimarcando, durante incontri ai vari tavoli istituzionali, ma anche con comitati e associazioni in rappresentanza di pendolari e viaggiatori, la necessità della ripresa piena dei servizi, in quanto <<…unica soluzione per garantire il Diritto alla Mobilità e soddisfare l’incremento della domanda che non trovavano una adeguata risposta dall’offerta delle Aziende e dalla riduzione dei servizi in essere>>. Però allo stesso tempo i rappresentanti di utenti e lavoratori, non ritengono <<condivisibile>> la politica del trasporto dei passeggeri a pieno carico. Tematica sulla quale -argomenta ancora Usb – si sono espressi in un precedente comunicato e che, sicuramente, sarà stata apprezzata dalle associazioni datoriali iscritte ad “Asstra/ Puglia – Basilicata e ANAV Puglia””, considerate le loro innumerevoli lamentele in materia di mancati introiti – nonostante le varie misure a sostegno delle aziende di trasporto pubblico locale (TPL) varate dal Governo – e che in una lettera del mese scorso e precisamente dal 10 Giugno, indirizzata all’Assessore ai Trasporti Regione Gianni Giannini, hanno in sostanza evidenziato l’impossibilità di conciliare il rispetto delle misure di contenimento del rischio con l’integrale esecuzione dei programmi di esercizio. In effetti la Regione Puglia, con l’ordinanza n. 238 del 17 maggio 2020, prorogando i termini di una precedente ordinanza – la n. 215 del 28 aprile 2020 – fino al 14 Giugno, aveva riconfermato la «riduzione, dei servizi ferroviari, in misura massima del 60% dell’ordinario programma di esercizio» demandando il monitoraggio della frequenza dell’utenza alle imprese che, arbitrariamente, hanno potuto predisporre una riduzione inferiore al 60% dei servizi ferroviari integrati dal servizio sostitutivo con autobus. Mezzi meno prestanti in termini di spazi a bordo e sui quali potrebbe risultare più complessa la gestione del mantenimento delle distanze di sicurezza, ma che consentirebbe, sempre secondo Usb- minor impiego di risorse economiche e produttive. E l’ultima ordinanza a cielo aperto? Una decisione che darebbe modo alle Aziende di lucrare ulteriormente sull’attuale stato di emergenza e ricavare ulteriori profitti mantenendo un servizio ridotto a parità dei corrispettivi previsti dai Contratti di Servizio che vengono erogati al 100%. E l’Assessore Giannini, come si evince in una sua nota (prot. AOO_SP13 dell’8 Giugno, n. 510), può permettersi di dare risposte sommarie a quei sindacati complici che hanno avallato a livello nazionale le attuali misure e obblighi in materia di TPL, del tutto insoddisfacenti in termini di garanzia della salute, sicurezza e Diritto alla Mobilità? Un’ordinanza l’ultima con cui si è dato, benchè involontariamente, un colpo al cerchio (rispristino servizi come richiesto dall’utenza) ed uno alla botte (trasporto a pieno carico come voluto dalle “Associazioni Datoriali”), sul corretto adempimento della nuova ordinanza da parte delle Aziende di trasporto pubblico locale.

Antonio De Luigi

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