Tributo 630: azzerare un ‘balzello’ insostenibile per gli agricoltori
Regione Puglia. L'istanza dei fratelli d'Italia che chiede alla giunta di rivedere benefici, arretrati e pagamenti

È ancora battaglia in Puglia sulla riscossione del tributo630 a carico degli agricoltori, con tanto di cartella inviata dai consorzi di bonifica senza fornire alcun servizio -…o servizi totalmente inadeguati – in favore di chi, poi, deve pure sobbarcarsi l’onere di mettere mano al portafogli. “Senza beneficio ‘concreto, immediato e diretto’ ai beni del contribuente, il tributo di bonifica 630 non è dovuto.
Questo principio – sancito dai giudici Costituzionali, di Cassazione e Amministrativi – in Puglia viene calpestato e per questo, con una mozione, chiediamo di sospendere la riscossione del 630 da parte del Consorzio Centro Sud Puglia per gli anni 2024 e 2025 e di azzerare le cartelle arretrate per gli anni dal 2013 al 2023 emesse dagli ex consorzi soppressi, assorbiti da quello unico, in funzione da gennaio 2024”, attaccano a testa bassa il presidente Pagliaro coi consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia alla Regione Puglia Spina, Basile, Caroli, De Leonardis, Ferri, Gatta, Perrini, Scatigna, Scianaro e Vietri.
“È una battaglia che portiamo avanti da anni, al fianco di agricoltori e proprietari degli immobili che ricadono nel perimetro del Consorzio Centro Sud Puglia costretti a pagare per interventi insufficienti, carenti o del tutto assenti da anni. Pagare per opere in abbandono è un’ingiustizia e una vessazione, e fino a quando non sarà garantito il servizio per cui il 630 viene richiesto, quel tributo non dovrà essere pagato”.
E dire che da altrettanti anni è stato pure denunciato il <<disastro gestionale>> del Consorzio unico che dovrebbe gestire una rete di oltre 13mila km tra canali di scolo e irrigui, invasi e pozzi. Un ente indebitato per quasi 200 milioni, che continua ad accumulare perdite e a sprecare soldi per consulenze, incarichi legali, acquisti senza gara al limite della soglia consentita… E chiede che siano i consorziati a pagare il conto di tutto questo, imponendo un tributo non dovuto, visto che le opere di bonifica e manutenzione sono ferme o del tutto insufficienti.
“La giustizia ci dà ragione: esclude la legittimità di un beneficio solo ‘generico o indiretto’, e scandisce che spetta all’ente impositore (il Consorzio Centro Sud Puglia) l’onere probatorio”, cioè l’obbligo di “dimostrare in modo specifico il beneficio fondiario reso”. Niente di tutto questo”, incalzano i FdI pugliesi di stanza a via Gentile. Ecco perché, con la loro mozione, sono stati richiesti impegni precisi alla Giunta, cominciando con la sospensione della riscossione del tributo/630 su tutto il territorio di competenza dello stesso Consorzio, almeno finché non verrà definito il Piano di classifica che stabilisca indici tecnici ed economici equi per il calcolo dei tributi consortili.
Ma l’0esecutivo dovrà anche azzerare tutte le cartelle arretrate, sia quelle degli ultimi due anni emesse dal Consorzio unico, sia quelle dei quattro ex Consorzi commissariati e poi soppressi, dal 2013 al 2023, introducendo l’obbligo di allegare a ogni avviso di pagamento una relazione tecnica dettagliata che dimostri le opere di manutenzione ordinaria o straordinaria effettivamente eseguite nel perimetro di contribuenza specifico e quale vantaggio diretto ne sia derivato per l’immobile (terreno o fabbricato) del contribuente. Insomma, è sotto gli occhi di tutti lo stato di grave criticità in cui versano molte opere consortili per cui, profittando della imminente estiva, sembra proprio arrivato il momento di “…tirare una riga su una gestione fallimentare e riportarla su binari di efficienza e rigore: gli agricoltori sono pronti a pagare per benefici reali, non gli sprechi d’un altro carrozzone regionale”.
Francesco De Martino
Pubblicato il 4 Agosto 2026



