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Troppo alta l’aliquota della Tasi a Bari?

Il ritorno dalle ferie per i contribuenti baresi con le prime scadenze in vista già a fine mese potrebbe riservare qualche sorpresa, specie sul calcolo delle aliquote stabilite dalla legge per il versamento dei tributi locali. A rifare bene i conti è stato Nicola Tenerelli, coordinatore regionale dell’Italia dei Diritti, partito nelle sue verifiche da quando il Consiglio Comunale di Bari ha approvato le delibere Imu e sulla nuova tassa Tasi, rinviando alla prossima seduta la decisione sulla tassa dei rifiuti Tari. La manovra 2014, per la parte relativa all’imposta municipale propria, ha ricalcato prevalentemente quanto previsto lo scorso anno: in linea con quanto disposto dal Governo Renzi, a Bari sono state confermate le aliquote agevolate del 4 per mille in favore degli immobili locati ai sensi della L. 431/98 (ossia per studenti e canone concordato). La novità introdotta quest’anno è rappresentata alla riduzione dell’aliquota dal 10,6‰ al 7,6‰ in favore degli immobili compresi nella categoria catastale D3 (teatri, cinema, sale per concerti, sale per spettacoli dal vivo) – pari a 93 immobili censiti al catasto – dotati di opportuna licenza di pubblico spettacolo – rispetto ai quali è possibile dimostrare lo svolgimento di attività nel corso dell’intero anno d’imposta. Questo per la precisa intenzione di favorire lo sviluppo e la produzione di eventi culturali. Infine, è stata prevista l’aliquota del 6‰ per gli immobili di pregio di categoria catastale A1 (44 censiti al catasto) e A8 (100 censiti al catasto). E veniamo al nuovo tributo imposto dallo Stato, destinato alla partecipazione del finanziamento dei servizi indivisibili comunali (pubblica illuminazione, manutenzione strade, anagrafe, polizia municipale) i cui costi per il Comune di Bari sono complessivamente pari a 60 milioni circa di euro. A fronte del taglio dei trasferimenti statali, il minor gettito per l’esenzione IMU degli immobili adibiti a abitazione principale sarà coperto con la TASI per un importo complessivo pari a 34 milioni, applicando un’aliquota pari al 3,3 per mille. La TASI sarà applicata solo sulla prima casa e non interesserà gli immobili commerciali e produttivi. Il Comune di Bari è tra i pochi comuni d’Italia che ha previsto forme di esenzione e di detrazione tenendo conto del reddito ISEE e non della rendita catastale, e quindi sulla base della reale condizione socio-economica del nucleo famigliare. E’ stata infatti introdotta l’esenzione totale per i soggetti con reddito ISEE dell’intero nucleo familiare non superiore a 10.000,00 euro e una detrazione fino ad un massimo di 100,00 euro se il reddito del nucleo familiare non supera i 15.000,00 euro. Per godere di esenzioni e agevolazioni, come stabilito lo scorso anno per la Tares, i contribuenti interessati dovranno recarsi ai Caf convenzionati per la predisposizione e presentazione, in via telematica, sia delle relative istanze che della documentazione. Il pagamento è previsto in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. Tenerelli non ha tentennamenti e spiega: <. Per il 2014, l’aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5 per mille>>. Il responsabile barese del movimento civico a tutela dei cittadini, districandosi da ex revisore dei conti di numerose aziende pubbliche e private nella selva di circolari e decreti, ha scoperto un’ulteriore disposizione che stabilisce come, per lo stesso anno 2014, nella determinazione delle aliquote Tasi possono essere superati i limiti stabiliti nel primo e nel secondo periodo, per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a condizione che siano finanziate detrazioni d’imposta (o altre misure), tali da generare effetti sul carico di imposta. Ma non sarebbe questo il caso del Comune di Bari, per cui resterebbe fermo il principio che il alcun caso si possa applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille, lasciando l’aliquota massima per il 2014 che non può eccedere il 2,5 per mille. Nicola Tenerelli, sicuro del calcolo errato dell’aliquota che stabilisce gli importi a carico dei contribuenti baresi, ha deciso di andare fino in fondo e per questo da una settimana ha richiesto anche per iscritto al sindaco un incontro. Sul tappeto un chiarimento del motivo che ha spinto a deliberare il 3,3 per mille sulla nuova tassa unica comunale, ma non ha ancora ricevuto risposta da Palazzo di Città. Anzi, <<…una decina di giorni fa mi era stato promesso che alcuni assessori mi avrebbero chiamato, ma attendo ancora contatti>>.

 

Francesco De Martino

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