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“Troppo statalismo, manca cultura liberista, einaudiana”

Troppo statalismo, manca cultura liberista, einaudiana. Ne è convinto in questa intervista che ha rilasciato al Quotidiano, il dottor Efisio Pinna, molfettese,   da tempo noto e quotato analista finanziario  radicato  a Roma. Scrive su prestigiose riviste, consulente di Ufficio e di parte in processi di rilievo nazionale ( incluso Banca Popolare di Bari), consulente di importanti imprese italiane .

Dottor Pinna. Al meeting di Rimini, Draghi lo ha detto: meno assistenzialismo, più lavoro. Concorda?

” Ha ragione e quel discorso a mio avviso è una garbata critica al governo che non ha un progetto chiaro, elargisce soldi a  pioggia, fa dell’ assistenzialismo, ma non crea il lavoro che è la cosa maggiormente importante. Tutto questo genera debito pubblico ed è pericoloso”.

Perchè?

” Chi fa finanza ragiona con i numeri e sui numeri. Aumentare il debito rispetto al Pil è deleterio. Faccio un esempio. Se io ho un reddito di cento euro per parcelle non riscosse, perchè i clienti non mi pagano, che faccio? Ricorro al mio risparmio che però prima o dopo si erode, finisce. Allora chiedo soldi in prestito, me li danno, tuttavia creo altro debito, perchè il denaro ricevuto lo devo restituire. Debito su debito. Questo debito enorme pesa sulle spalle dei giovani, delle imprese e di tutti. In fin dei conti, oggi in Italia stanno bene solo i dipendenti statali. La sola risposta convincente è il ricorso al capitalismo, eliminiamo vincoli statalisti di stampo sovietico. In Italia manca  una cultura liberale  einaudiana. Una banalità. Mi dice a che cosa servono i notai? Non a caso questa figura rimane nei Paesi di origine  statalista, mentre in quelli liberali e sassoni, tende a scomparire”.

I sussidi?

” In questa circostanza,la pandemia, hanno attutito i colpi della crisi, ma una politica fatta di mero assistenzialismo e sussidi non ha senso e futuro. Si punti su impresa, lavoro e fisco agile, bucrocrazia leggera “.

Si deve credere alle banche quando ci propongono qualche prodotto?

” Le banche sono diventate supermercati e cercano di piazzare i loro prodotti. Credete  che facciano solo e sempre gli interessi dei clienti o che siano benefattori? La mia risposta è che bisogna essere  cauti, prudenti, studiare il prodotto ed avere maggior educazione. Non firmare mai alla cieca ,poi ci si pente. . Avete mai sentito dire da un oste che il suo vino è cattivo? Mai,ecco questo va bene per le banche”.

La Puglia come se la passa?

” La Puglia è sempre stata un’ eccezione al sud. Ma non per la politica, quanto per la dinamicità del ceto imprenditoriale  e dei commercianti”.

Bruno Volpe

 

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