Cultura e Spettacoli

“Trovommi amor del tutto disarmato”

Prende il via oggi la XIV edizione di ‘La poesia è luce nella notte’, evento promosso dall’Associazione Comunicazione Plurale

Tra i fiori all’occhiello di Comunicazione Plurale, l’associazione culturale nata nel 1998 per iniziativa di Elena Diomede, che dello stesso sodalizio è ancora al timone, c’è ‘La Poesia è luce nella notte” – giornata mondiale della poesia indetta dall’UNESCO’. Filo conduttore della presente edizione, la XIV, sarà la figura di Francesco Petrarca, di cui quest’anno ricorre il 650° anniversario della scomparsa. Dunque, il petrarchismo e l’universo femminile ieri ed oggi saranno al centro di una fertile riflessione, libera di proiettarsi oltre il confine letterario per trattare tematiche afferenti all’affettività e il sociale. Come da tradizione, l’evento si distribuisce in due giorni: da oggi, mercoledì 20, a domani giovedì 21 marzo. Dei due appuntamenti, il primo è destinato agli adulti (tensostruttura Chiesa dell’Annunciazione di via Lucarelli 130 ; dalle 17:45 alle 20:00), il secondo agli studenti di ogni ordine e grado (auditorium I.C. Eleonora Dusse, strada San Girolamo 38 ; dalle 09:00 alle 13:00). Coerentemente col filo conduttore di questa ‘rassegna poetica e delle arti’, la XIV edizione di ‘La poesia è luce nella notte’ ha assunto come motto uno dei più densi tra i versi petrarcheschi: “Trovommi amor del tutto disarmato”… La scelta, felice e di sicuro beneaugurante, merita una digressione: Il verso è estrapolato da ‘Era ‘l giorno ch’al sol si scoloraro’, sonetto III del Canzoniere. Il giorno in questione, il 6 aprile 1327, è quello dell’incontro, avvenuto nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, fra il poeta e Laura (ad affermarlo è proprio il Petrarca in un’altra delle opere sue più celebri : il Secretum o ‘De secreto conflictu curarum mearum’, dialogo immaginario in tre libri tra il poeta stesso e Sant’Agostino, alla presenza di una donna muta che simboleggia la Verità). Poiché il Petrarca non si sofferma sulle modalità di quell’incontro, possiamo immaginarlo: Quando a messa finita i fedeli si riversano nel corridoio centrale per guadagnare l’uscita, lui ferma per cedere il passo ad una dama dalle “belle membra” e dai “capei d’oro a l’aura sparsi’. Ella ricambia il gesto con uno sguardo grato e una freccia infuocata trafigge il cuore, ‘disarmato’, di un poeta ventitreenne di bellissime speranze. Ma chi era questa Laura? Davvero la donna idolatrata dal Petrarca rispondeva al nome di Laura de Noves (1310-1348), nobildonna francese sposa del marchese Ugo de Sade, antenato del più celebre e lugubre marchese? La tesi è stata rigettata dalla maggior parte dei critici per i quali Laura potrebbe essere solo un nome fittizio per esprimere l’alloro poetico, la pianta del lauro. – Nelle immagini, Laura de Noves, in un disegno conservato presso la Biblioteca Medicea, e Francesco Petrarca in un’incisione realizzata da Raffaello Morghen nel 1822.

Italo Interesse


Pubblicato il 20 Marzo 2024

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