Tutti i nodi per le elezioni sono stati sciolti, tranne quello dei candidati governatori
Nel centrosinistra il "passo indietro" di Decaro o di Emiliano e Vendola, potrebbe coincidere con un "passo falso" per la leadership alle politiche

La legge pugliese “anti-sindaci” è stata cancellata dalla Corte costituzionale, la proposta di legge nazionale “salva -consiglieri” è stata approvata dal Parlamento, ora in Puglia non resta che attendere il decreto di indizione delle elezioni per il nuovo governatore ed il rinnovo del Consiglio regionale. Indizione che – stante le indiscrezioni – dovrebbe avvenire da parte del governatore Emiliano non appena sarà sciolto il nodo delle “candidature” all’interno del centrosinistra pugliese e, comunque, non oltre il 21 settembre, considerato che entro 60 giorni dalla scadenza della legislatura si devono effettuare le elezioni e, quindi, la data più probabile per l’apertura dei seggi dovrebbe essere quella di domenica 23 novembre con l’appendice del giorno successivo, fino alle ore 15,00. Eh sì “candidature”, perché mentre per il centrodestra pugliese il nodo candidatura è solo uno, quello del nome da candidare a presidente, per il centrosinistra invece i nodi da sciogliere sono – come è noto – più di uno e che riguardano non soltanto quello del nome da candidare a governatore (che da tempo è quello dell’ex Primo cittadino barese Antonio Decaro, questo però non scioglie ancora la riserva), ma anche quelli riguardanti due potenziali candidati consiglieri, il governatore uscente Emiliano e l’ex governatore Nichi Vendola, sui i quali è calato il veto del candidato presidente in pectore Decaro. Un “veto” che di fatto sta paralizzando non solo l’inizio della campagna elettorale delle regionali pugliesi, ma anche quella di altre regioni che andranno al voto nel 2025 ed in cui non sono stati ancora definiti i nomi dei rispettivi candidati governatore. Infatti, il mancato scioglimento della riserva da parte di Decaro sta lasciando ancora sospese le decisioni del tavolo nazionale di centrosinistra su Campania e Calabria, poiché nel campo largo di centrosinistra, per la scelta del candidato a governatore in queste due regioni, molto dipenderà anche da che partito andrà in quota il candidato governatore in Puglia. Se fosse Decaro, quindi un dem, allora per la Campania e la Calabria i candidati da mettere a capo della coalizione in dette regioni dovrebbero essere quasi sicuramente appannaggio rispettivamente del M5S e di Avs. Diversamente i giochi sarebbero ancora tutti da definire. Pertanto il tergiversare di Decaro, con il veto su Emiliano e Vendola, potrebbe sfociare al tavolo nazionale in una sorpresa sul nome da mettere alla guida della coalizione di centrosinistra in Puglia, considerato che qui il centrodestra, per mancanza ancora di un nome forte alla guida della coalizione, sarebbe dato per sconfitto già prima dell’inizio della campagna elettorale. Però, prescindendo da ciò che potrebbe accadere, ciò che molti elettori si chiedono è: “Che gioco sta facendo Decaro?” Infatti, è noto che da tempo si è preparato per la candidatura a governatore, tanto è vero che ha già pronte due sue liste civiche personali da aggiungere a sostegno della sua candidatura a governatore. E’ altrettanto noto che fino ad un paio di mesi or sono lo stesso Decaro è d’accordissimo con Emiliano e Vendola per portarli candidati a consigliere nei rispettivi partiti di riferimento, mentre ultimamente sono improvvisamente divenuti addirittura “pomo della discordia” per la sua discesa in campo. Pertanto, capire l’effettivo “gioco” politico di Decaro potrebbe essere fondamentale non soltanto per dipanare la matassa pugliese del centrosinistra sulla candidatura a governatore, ma anche per scoprire se la segretaria dem, Elly Schlein, è in grado realmente di governare il suo partito senza i condizionamenti di “cacicchi” e “capibastone” oppure, come per i suoi predecessori, è anch’ella ostaggio di questi ultimi. Certo, appare strano che in Puglia un candidato governatore in pectore come Decaro che, al di là della propaganda e delle campagne comunicative ‘ad personam’, è notoriamente un contestuale “sottoprodotto” delle stagioni politiche di Emiliano e Vendola, ora pretende addirittura che questi restino fuori dalla scena regionale, ritenendo, forse, che essi possano essere d’intralcio al “rinnovamento” che verosimilmente lui presuntuosamente ritiene di poter rappresentare dimenticando, invece, sicuramente le tante “ombre” che ancora incombono sul Comune di Bari, per i dieci anni della sua gestione da sindaco. Quindi, da come si concluderà il “braccio di ferro” in atto tra Decaro, Emiliano e Vendola, si capirà il vero retroscena di questa diatriba. Un retroscena da cui risvolti dipenderà verosimilmente anche spartizione in Puglia delle candidature per le prossime politiche. E questo, probabilmente, potrebbe essere uno degli obiettivi di Decaro, sapendo dei problemi che uno suo eventuale “passo indietro” alla Regione creerebbe al Pd di Schlein, oltre che ad Emiliano. E dimenticando, forse, che in politica talvolta la differenza tra un “passo indietro” ed un “passo falso” non esiste.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 9 Agosto 2025



