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Tutto fermo al ‘Parco della Giustizia’… ora c’è pure il rischio incendi

Il Comitato avverte il Demanio custode del cantiere e insiste con le sue ragioni per un vero parco verde

Sede unica della giustizia a Bari: sono trascorsi più di due anni da quando – a fine maggio – un viceministro incontrava un commissario per discutere un progetto sul quale c’era -…e ci dovrebbe essere – grande attenzione del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in quanto opera commissariata. Obiettivo?

Far sì che nel giro d’un paio d’anni da primavera 2024, Bari avesse il nuovo, sospirato polo giudiziario. «Il 28 maggio – sospirava Tullio Ferrante – è stato consegnato il progetto definitivo e quindi entro fine luglio verrà approvato dalla struttura commissariale. Poi si potrà procedere alla gara d’appalto integrato, che si prevede possa essere aggiudicata entro dicembre, per consentire all’Agenzia del Demanio di rispettare il 2026 per completare i lavori che ci siamo prefissati>>.

Ma sottosegretari e burocrati capitolini coi loro tempi certi, come al solito, non hanno messo in conto ricorsi, bandi e gare terminate nel vortice di altri contro-ricorsi, finendo per bloccare quell’ambizioso parco-giustizia con cancellerie, laghi, laghetti e aule di tribunali ancora in ‘mente dei’. Con un enorme pezzo di quartiere – a Bari/Carrassi – oramai abbandonato e in mano ai vandali, come annota il Comitato di scopo “per un parco verde alle ex Casermette Capozzi e Milano” di Leonardo Scorza.

Il quale, dopo aver scoperto una falla nella recinzione delle ex caserme, s’è rivolto direttamente all’Agenzia del Demanio-stazione appaltante del grande progetto giudiziario a Bari. <<Cara Agenzia del Demanio>>, attacca l’Ing. Scorza, ex Presidente della VI Circoscrizione di Bari dal 2004-2014<<…dal 2022 ci siamo opposti al progetto per la realizzazione della sede unica degli Uffici Giudiziari al solo intento di suggerire soluzioni alternative per l’ubicazione di tali costruzioni in sedi più idonee, salvaguardando così quasi 15 ettari di area desinata a verde di quartiere, come previsto dal Vigente PRG. Ricordo che quegli edifici (ex caserme) che come epoca di costruzione risalgono agli anni40’, erano stati realizzati in larga parte utilizzando manufatti in cemento amianto in matricecompatta e friabile.

Questo inconfutabile dato, confermato poi dalla rimozione di una notevolissima quantità di M.C.A., avvenuta a seguito delle demolizioni effettuate -continua Scorza – lasciava presupporre che nel Bando di gara fosse stato previsto uno apposito capitolato d’appalto contenente modalità esecutive e relativo computo metrico, come per legge, per prevenire la dispersione di fibre d’amianto nella fase della rimozione dell’amianto stesso, con le rigorose prescrizioni sul suo trasporto e smaltimento in discarica. Non risulta dal quadro economico dell’opera che siano state previste adeguate risorse in tal senso. Quindi è stata omessa la valutazione di questo grave rischio per la salute della popolazione e dei lavoratori e le conseguenti misure di prevenzione, forse per distrazione.

Ma veniamo ad oggi, visto che è stata definita la graduatoria delle ditte per la realizzazione de Parco Giustizia ed è superfluo rammentare che con la futura firma del contratto e avvio dei lavori, possa riproporsi il tristissimo caso accaduto per il palazzo di Via Nazariantz, dichiarato frutto di illecito Urbanistico per “Lottizzazione abusiva” , cui era seguito il sequestro giudiziario, per essere stato realizzato su aree destinate dall’attuale PRG a servizi alla residenza, così come definito con sentenza definitiva nel 2006. Ebbene, egregia Agenzia del Demanio, “custode” dell’area di che trattasi, sappiate che da oltre un mese la barriera predisposta a protezione dall’ex Caserma Milano/lato Via Alberotanza è venuta meno in alcune parti – come documentato dalle foto – per cui sarebbe fin troppo facile accedere all’interno, direttamente nell’area a verde, per curiosi, ma anche vandali e malintenzionati. Tanto, affinchè si pongano in essere i necessari adempimenti di competenza>>.

Francesco De Martino


Pubblicato il 18 Giugno 2026

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