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Tutto fermo per il Cinema ‘Abc’…e quelle buone intenzioni?

Dal 12 aprile, giorno in cui il cinema Abc nei pressi del Faro di Bari ha chiuso i battenti, sospendendo la propria attività e privando in tal modo un quartiere periferico e l’intera città del conforto culturale e sociale offerto da quel luogo, sono passati quasi due mesi. Nulla è accaduto e, soprattutto, nulla sembra possa accadere. L’appello a un confronto pubblico ripetutamente richiesto dall’associazione ‘Giusta causa” dell’avvocato barese Michele Laforgia ai gestori in primis dall’asso, è caduto nel vuoto. Solo generiche dichiarazioni di intenti, che a oggi non rivelano nulla e non rassicurano sul futuro di quella storica struttura. Nessun progetto è stato illustrato, nessuna notizia sulle sorti di quella piccola ma preziosa realtà, niente che possa far sperare in una risolutiva e rapida rinascita. Mentre l’estate cinematografica italiana si prospetta finalmente ricca di proposte accompagnate da una comunicazione efficace e diffusa con la campagna “Moviement”, che porterà nelle sale molto cinema commerciale per combattere la perdita di audience estiva, il pubblico barese, soprattutto quello legato ad un’idea di cinema che è esperienza emotiva e riflessione, è costretto alla consueta offerta di consumo omologato. E così tanti, troppi bei film non giungeranno a Bari, privando il suo pubblico di importanti opportunità. <<Questo non è giusto. Noi –si legge in un comunicato dell’associazione barese – una ipotesi di rilancio per quel luogo l’abbiamo e abbiamo ancora la volontà di occuparcene per restituirlo alla collettività più bello e più attivo di prima. Torniamo quindi a chiedere risposte concrete e un confronto pubblico, perché il Cinema Abc riapra. Anche dopo le elezioni>>. Insomma, “La Giusta Causa” c’è, più forte di prima, per la cultura cinematografica di qualità a Bari e attende risposte. Insomma, potrebbe tornare a illuminarsi il piccolo schermo dell’ancor più piccolo Cinema ‘Abc’ che da un paio di mesi ha sospeso le proiezioni, causa crisi di cassa. Eggià perché, al contrario di tanti altri casi in cui i cinema-monosala cittadini nel corso degli ultimi venti/trent’anni hanno chiuso i battenti a Bari, l’”Abc” che vantava solo e soltanto film di autore potrebbe salvarsi –come detto – grazie all’intervento di cui sopra. Sono stati loro che sin da subito hanno manifestato la pronta “disponibilita’ a promuovere la costituzione di una societa’ che, appunto, passi al concreto – e non ai soliti proclami, troppo facili in periodi pre-elettorali come quest’ultimo…- rilevando la gestione del cinema a ridosso del mare. L’Abc sarebbe rilevato in qualità di sala per il cinema di “”qualita’ d’autore””, senza ulteriori oneri straordinari per gli enti pubblici locali, con un progetto che riesca a coinvolgere il pubblico e tutti coloro i quali si stanno offrendo per evitare la chiusura dello storico esercizio cinematografico. Insomma, la volontà del movimento d’opinione locale e’ stata espresso in una mail certificata inviata al presidente pugliese dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) e dell’Associazione Nazionale degli Esercenti Cinematografici (ANEC), Giulio Dilonardo, che gestisce il Cinema Abc di Bari. La Pec e’ stata inviata dal mese scorso, per conoscenza, anche al presidente della Regione Emiliano, all’assessore alla Cultura Capone, al sindaco Decaro e all’assessore alle Culture comunale Maselli. Ora bisognerà vedere se il movimento, dopo l’avvio delle trattative, intende condurre in porto la trattativa con gli attuali gestori del cinema, e a quali condizioni. Appunto, se….

 

Francesco De Martino

 

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