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Umberto Colonna, pittura e religione

La chiesa di Santa Teresa degli Scalzi a Brindisi presenta all’interno decorazioni ad opera di pittori pugliesi. Uno di questi fu un barese, Umberto Colonna. Nato nel capoluogo pugliese il 27 novembre 1913 (vi sarebbe scomparso ottant’anni dopo), Colonna ha legato la sua fama a opere di ispirazione religiosa. Oltre che a Brindisi, decorò chiese a Bari, Capurso, Ceglie del Campo, Valenzano, Bitritto, Palo, Noicattaro, Gioia, Mola, San Michele e Galugnano, una frazione di San Donato di Lecce. Fu comunque il tempio di Brindisi quello dove più lasciò il segno. Questa ‘preferenza’, al di là di presumibili ragioni economiche, si può ricondurre al fatto che Colonna, già figlio d’arte – suo padre Nicola[ fu apprezzato decoratore di interni e autore di numerosi affreschi in edifici civili e religiosi – negli anni di apprendistato frequentò la bottega di Salvatore Fantasia, pittore brindisino residente a Bari, autore col quale avviò un proficuo sodalizio professionale. Colonna, comunque, non si occupò solo di Bambinelli, Vergini e Santi. Oltre a quella parietale, infatti, praticò anche la pittura da cavalletto dedicandosi al paesaggio, al ritratto e alla natura morta ; alcune sue tele sono conservate presso la Pinacoteca Corrado Giaquinto. Tutta la produzione, religiosa e non, di Umberto Colonna è improntata al modello aulico della grande pittura veneziana, da quella rinascimentale a quella settecentesca, con particolare attenzione per l’opera del Tiepolo. A sviluppare questa sensibilità contribuì tra il 1937 e il 1938 il suo soggiorno formativo a Verona  e Venezia, città quest’ultima dove ebbe modo di frequentare lo studio  di Ettore Tito, il quale qualche anno prima (nel 1933) aveva portato a termine un’impresa prestigiosa, la sostituzione degli affreschi perduti di Giambattista Tiepolo sul soffitto della Chiesa degli Scalzi. – In questo periodo il Nostro eseguì affreschi a Verona ( Basilica di Santa Teresa a Tombetta e San Nicolò all’Arena) ; in quegli stessi anni lavorò a Mantova (per le chiese dei Gesuiti e per quella dedicata ai Martiri di Belfiore), ad Este (nella villa del marchese Caborini) e a Trieste – Dalla  lezione di Tito, Colonna apprese la potenzialità costruttiva del colore, la ricerca del tonalismo e la studiata complessità dell’impianto compositivo. Umberto Colonna fece scuola. Tra i suoi allievi si ricordano Gaetano Valerio, Vito Giovannelli, Antonio Dentamaro, Cosimo Tamborra  e soprattutto Mario Colonna, suo figlio, valente pittore e scultore, il quale, tra l’altro, diresse per molti anni l’Accademia di Belle Arti di Bari.- Nell’immagine, ‘Gloria di Santa Teresa d’Avila’, un affresco di Umberto Colonna che orna l’omonima cappella nella chiesa di Santa Teresa degli Scalzi a Brindisi.

Italo Interesse

 

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