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Un alveare di operosità

Ricchissima di cavità naturali a ragione della natura carsica, la Puglia non è meno ricca di cavità artificiali. Per queste si intendono i risultati sia di scavi originali (cisterne, cave), sia del lavoro di adattamento alle esigenze umane di preesistenti cavità naturali. Il relativo Catasto elenca al presente 1259 voci, per lo più cripte, chiese, trappeti e neviere. Tale numero rappresenta solo una parte di un patrimonio stimato in alcune migliaia di unità e non ancora del tutto catalogato, senza escludere la possibilità seppure remota di nuove acquisizioni. Spesso queste cavità artificiali si trovano raccolte in breve spazio. E’ il caso dei villaggi rupestri. Il più suggestivo, quello di Petruscio, trova posto nella gravina di Mottola. Questo complesso abitativo, già abitato allo stato grezzo in era protostorica e composto da circa duecento grotte ‘modellate’, fu popolato dai profughi scampati nell’847 alla distruzione di Mottola ad opera dei Saraceni ; Petruscio fu poi abbandonato ai primordi del XIII secolo, in seguito alla ricostruzione di Mottola dopo l’ennesima distruzione, questa volta avvenuta nel 1102 e per mano normanna. Il fatto che qui si tratti di cavità naturali allargate a forza di piccone non deve far pensare a condizioni di vita degradate. Tutto il contrario. Lungo queste pareti scoscese viveva una comunità così vivace e civile da giustificare l’espressione, coniata a posteriori, di “alveare di operosità”. Una comunità dedita alle arti e alle professioni, al lavoro dei campi e alla pastorizia e che poteva usufruire, oltre ad abitazioni, anche di stalle, magazzini, luoghi di culto e cisterne (queste, generalmente poste all’esterno delle grotte e scavate a forma di campana, catturavano l’acqua piovana attraverso una rete di canaletti scavati lungo il pendio roccioso). Quanto alla vivibilità degli ambienti, essi consistevano in un ambiente unico, di pianta trapezoidale in modo che la luce raggiungesse anche gli angoli estremi della stanza ; è pure il caso di ricordare che grazie alle proprietà della calcarenite la temperatura all’interno di queste grotte è costantemente di 15°, estate o inverno che sia. Molti degli ambienti di Petruscio hanno un nome : Dei Fossili, Del Greppio, Del Camino, Dell’Igumeno, della Cattedrale, della Necropoli… e c’è pure la Cripta del Disco del Sole. Quest’ultima grotta deve il suo nome al fatto che un’apertura naturale nel soffitto e dai contorni circolari in un determinato giorno dell’anno consente al sole di proiettare sul pavimento un disco di luce sorprendentemente regolare. E’ molto probabile che in epoca preistorica questo ambiente fosse preposto a pratiche religiose legate al culto del dio sole.

Italo Interesse

 

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