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“Un assassino nello scantinato” con Pupetta & le Battagliere

Dino Loiacono in arte “Pupetta” anche quest’anno ha scritto un’altra formidabile commedia dal titolo, “Un assassino nello scantinato” composta da sette attori poliedrici che grazie ai loro cambi d’abito nel corso della sceneggiatura, sfoggiano prova di grande concentrazione restando sul pezzo ed allo stesso tempo facendo divertire la platea. Ci piace evidenziare un altro dato, non di poco conto, scoperto grazie ad un’approfondita chiacchierata con uno degli attori; per i commedianti di “Un assassino nello scantinato” il grande Dino Loiacono ha creato un teatro nel teatro che si sviluppa dietro la scena, perché nonostante gli attori siano solo sette, nella commedia diventano il doppio, poliedrici e multi-tasking pronti a cambiare ‘vestizione’ nel giro di un minuto e meno, e far divertire la platea che non riesce neanche a rendersene conto, che l’attore ‘x’ prima interpretava una suora e poi il padre della ragazza scossa da un grave episodio. Una storia piena di messaggi di attualità e non banali, non solo incentrata sull’amore, ma degno di nota è  il monologo intenso e profondo, nel finale di Pupetta quando afferma: “Per amare non serve una password…”, altro non possiamo scrivere perché la commedia si può andare a vedere nel fine settimana ed essendo suddivisa in due atti, scorrono velocemente, senza pause, che ti coinvolgono, con gli attori che a fine spettacolo, capitanati dal capo-comico, Pupetta si prestano ai selfie e battute con il pubblico. Un cast eccellete, su tutti, una piacevole sorpresa è Ludovico delle ‘Battagliere’ che riveste un doppio ruolo, quello di ragioniere dell’agenzia investigativa e di una donna, truffata che si rivolge all’agenzia investigativa e l’attore barese riesce davvero a conquistare simpatia e risate. La storia narrata ed ispiratasi ad un fattaccio realmente accaduto, ha tantissimi intrecci ed altre storie all’interno che tengono con il fiato sospeso sino alla fine, cheapeu! Abbiamo, intervistato pertanto uno degli attori, conosciuto ed apprezzato da tutti, Pietro Genchi alias ‘Vitino delle Battagliere’, ma che nella commedia, interpreta due ruoli, “Tacchipirina” e “Joe” ed un altro personaggio, che apre la scena, ‘l’elettrizzato’.

Chi è Pupetta, come è nata l’idea di questo spettacolo e svelaci qualche aneddoto?

“Pupetta è interpretata magistralmente da Dino Loiacono, che quando veste i panni di Pupetta, diventa una bomba tric e trac, non la ferma nessuno. Incarna tante donne baresi, oltre ad essere un vulcano di idee, il nostro capo comico, ama il calore della gente ed è spontanea. Dietro ovviamente c’è uno studio sempre meticoloso e di base, ma da sempre, dal 1970 agli anni Duemila che abbiamo avuto la possibilità di inscenare in emittenti le ‘Battagliere’ è un grandissimo trascinatore ed incanta. Dino Loiacono, invece, è un amico, un uomo sposato e nonno, scrive i testi che interpretiamo ed ascolta i consigli del suo gruppo. Lo spettacolo, invece, nasce da una storia finita male per una ragazza napoletana, perché il ragazzo l’aveva fatta diventare virale con un video sui social. Da qui, la storia, sviluppatasi con un messaggio di amore e sul corretto utilizzo dei social, ma insieme nel corso della commedia, si sviluppano tante altre storie, dall’amore ‘lesbo’ non corrisposto, alle donne truffate ed ingannate dai social, da identità false. Con questo però nessuno sminuisce l’importanza dei social nel contesto odierno, però quello che dice la stessa Pupetta nel monologo finale è di vivere la vita attivamente nel concreto, con tutti i suoi errori ed insidie che ci sono, e meno dietro una tastiera o ad un clic”.

Raccontaci di altri due personaggi: dall’espressività di Isa, interpretata da Gianni Sardella e da Ludovico, Nicola Loiacono, cugino di Dino alias Pupetta, anche lui in questa commedia davvero esilarante?

“Isa, è stata scoperta sempre dall’immenso Dino Loiacono. Isa era solo un ragazzino ma aveva grandissimo potenziale, e per dirla alla barese, ci siamo ‘accocchiati’ e siamo partiti oltre venti anni fa, e non ci siamo più fermati. Siamo arrivati a teatro con tanti sacrifici, ma con il cuore e la passione e la voglia di stare con la nostra gente che incontriamo dappertutto e negli spettacoli che facciamo nelle piazze, in estate e non solo. Tornando ad Isa, oggi a teatro è un mostro di comunicazione, con i soli sguardi lei e Pupetta, si capiscono e provocano risate. Io stesso ho avuto modo e ne vado orgoglioso di apprendere i trucchi del mestiere da Dino, e riesco con l’espressività a comunicare e trasmettere quello che sto per fare in quel dato istante. Ludovico, pure lui è esplosivo, non è una scoperta. Anzi, questa volta ha interpretato un doppio ruolo, in quello femminile si ispirava vagamente a Maria De Filippi, un ruolo che ha interpretato in altre situazioni. Ognuno di noi, anche se ha un canovaccio, poi lo personalizza e lo rende ‘proprio’, portandolo in scena”.

Raccontaci, infine, del tuo doppio personaggio ‘Tacchipirina’ e di ‘Joe’?

“Si vi dico una battuta “E tu c si, i apparteng”, spiega il personaggio di Tacchipirina che ci crede importante, ne stanno tanti così ed ovunque non solo a Bari, ma poi in realtà dietro certi scudi celano tutte le debolezze e vedrete che gli succede, ovviamente nella commedia. Joe, invece, è diverso, un approfittatore, ispirato ad un altro mio personaggio che avevo già interpretato in un’altra commedia, ma con un processo e sviluppo particolare. Ognuno, di noi, dà il proprio contributo, e ci sentiamo parte integrante. Siamo una squadra e fammi concludere facendo un plauso a tutto il cast ed al Teatro Bravò che ci ospita. Voglio ringraziarli tutti: Dino Loiacono alias Pupetta, Nicola Loiacono alias Ludovico, Gianni Sardella alias Isa, Maria Poliseno, Oronzo Di Landro, Renzo Deandri ed il sottoscritto Pietro Genchi alias Vitino delle Battagliere.”

Ringraziamo Pietro Genchi per l’intervista e tutta la Compagnia teatrale. Uno spettacolo tutto da vedere e da ridere a ‘crepapelle’, di grande attualità e che forse meriterebbe più attenzione dalle Istituzioni, per avere una possibilità di portare la loro comicità e forza di vita anche nei quartieri della città e nelle piazze. Un supporto, che spesse volte viene fatto soltanto in parte. Tuttavia, lasciamo ai posteri l’ardua sentenza, il consiglio comunque è quello di non fermarsi soltanto a godersi la commedia, ma di leggere oltre le righe e di destare la giusta attenzione a chi esprime questo tipo di arte.

M.I.

 

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