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“Un ateneo gioiello al passo con i tempi”

Un ateneo gioiello al passo con i tempi. Lo dirige da par suo, cioè ottimamente, un Rettore di assoluta qualità. Giovane, il più giovane nella storia del Politecnico barese, ma ricco di capacità: Francesco Cupertino, classe 1972. Con stile manageriale, ha reso ancor più competitivo il Politecnico. Il Quotidiano lo ha intervistato.

Rettore, che cosa rappresenta oggi il questa istituzione per Bari e la Regione?

“Una istituzione radicata e presente sul territorio, che ha relazioni solide e forti con mondo imprenditoriale e delle istituzioni. Offriamo opportunità di crescita professionale e culturale e, lo dico senza peccare di immodestia, siamo stati caratterizzati da un successo crescente. E’ il tempo della transizione digitale e tecnologica, ragion per cui un ateneo come il nostro deve farsi trovare ancor maggiormente preparato e attento, in materie come l’ingegneria, l’elettronica e l’informatica”.

Avete un invidiabile primato in tema di laureati che trovano occupazione…

“In effetti è così. Rispetto agli altri due Politecnici presenti in aree maggiormente consolidate del Paese, il tasso di studenti che escono dal nostro Politecnico e trovano lavoro è lo stesso o simile. Questo certifica la qualità e allo stesso tempo la competitività e la validità “.

Pandemia e digitalizzazione…

“La pandemia ci ha fatto scoprire un processo che in realtà era in atto da tempo. Ovvero, la digitalizzazione. L’ epidemia pandemica ha evidenziato una situazione che si sapeva ed è irreversibile”.

Come cosa sarà per voi il dopo pandemia?

“Vogliamo tornare in presenza, del resto la vera università è quella, ma nelle aule manterremo gli strumenti digitali di questo momento. Abbiamo compiuto e sostenuto grandi investimenti finanziari in tecnologie per le aule”.

Immatricolazioni?

“Recentemente un tantino meno significative dopo anni di crescita, tuttavia era normale. Non possiamo incrementarle per non sforare i parametri della programmazione anche se non è propriamente un numero chiuso. Certo, se avessimo più docenti sarebbe meglio, ne abbiamo bisogno”.

Bruno Volpe

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