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Un avvocato di strada per difendere i diritti dei più deboli

Gli Avvocati di strada rappresentano un’associazione Onlus, nata nel 2000 a Bologna, su iniziativa di un gruppo di avvocati bolognesi che si posero l’obiettivo di tutelare i diritti dei senza fissa dimora. Da allora sono passati 13 anni ed oggi gli avvocati di strada sono presenti in ben 26 città italiane, tra cui anche Bari, dove un gruppo esiguo costituito da otto legali hanno a cuore la vita e i diritti dei senza tetto, degli immigrati e dei nuovi poveri, quelli che a causa di una separazione o a causa della perdita del lavoro, si sono ritrovati improvvisamente senza una casa, senza un lavoro e soprattutto senza affetti. Si tratta di avvocati che svolgono la propria attività lavorativa tradizionale e che affiancano a questa, ore di lavoro da dedicare al puro e semplice volontariato. Offrono a tutti coloro che ne hanno bisogno non solo un’adeguata consulenza tecnica, ma anche ascolto. Avvocati di strada è approdato anche a Bari nel 2005 grazie soprattutto al suo fondatore Vito Alò. Operativa dal 2009, l’associazione ha riscontrato grandi consensi sul territorio ed oggi intende creare una vera e propria rete, che colleghi associazioni, servizi sociali e strutture di volontariato. “Diritti a sud”, promosso dall’associazione Avvocato di strada Onlus, è il nuovo progetto finanziato dalla Fondazione con il Sud che ha l’obiettivo di potenziare e far crescere la rete degli sportelli di Avvocati di strada presenti nel Sud Italia. Sono previste iniziative di sensibilizzazione in sette città del sud che, oltre Bari, interesseranno Catania, Foggia, Lecce, Palermo, Salerno e Taranto. “Da un sondaggio Istat risalente ad ottobre 2011 è emerso che, su 58 comuni italiani, il Sud Italia ha una povertà pari all’8,7%. Rientrano nella suddetta percentuale – ha sostenuto l’avvocato Nicola Antuofermo – tutte quelle persone, con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, costrette a vivere per strada o nelle stazioni o addirittura in case occupate. Il nostro obiettivo è quello di limitare e ridurre questi numeri, offrendo assistenza legale ai più poveri tra i poveri, coloro che non rientrano nella soglia minima per godere della tutela legale gratuita sovvenzionata dallo Stato”. Lo sportello, situato in via Putignani 233, solo nel 2011 ha dovuto istruire 44 casi e ulteriori 12 per asilo politico e protezione internazionale. Nel 90% dei casi sottoposti all’attenzione degli avvocati di strada, si tratta di persone raggirate e circuite da gente furba e senza scrupoli, che sfrutta la povertà per i propri tornaconti personali. Molteplici i casi illustrati: da una donna nigeriana convinta di dover pagare la Tarsu, nonostante a suo carico vi fosse un disabile e non avesse alcun reddito, alla donna raggirata da un extracomunitario, interessato al matrimonio solo per poter ottenere il permesso di soggiorno. Numerosi i casi di immigrati che finiscono nel mondo della criminalità, perché senza alcuna guida e senza nessuno che li conduca su di un’altra strada. Molto spesso si tratta di persone che non credono più nella giustizia e non si fidano delle istituzioni, gente senza speranza, rassegnata ad una vita senza diritti né tutele. Persone oramai convinte di essere nessuno e di dover vivere nell’anonimato e nell’indifferenza generale. “Di fronte a questa situazione appare evidente come la povertà divenga il crimine più gravoso, perché lede qualsiasi forma di libertà” ha dichiarato amareggiato l’assessore alle Politiche educative, Accoglienza e Pace, Fabio Losito. Presente anche il primo cittadino, Michele Emiliano, il quale ha sottolineato l’importanza del Cara a Bari, che rende la nostra città civile e solidale verso tutti coloro che sono fuggiti dalla propria terra a causa di problemi politici e religiosi. “In virtù di questo, Bari si sta impegnando nella costruzione della seconda accoglienza, con la ristrutturazione dell’istituto scolastico Azarita nel quartiere San Paolo, nel quale si insegnerà la lingua italiana agli stranieri, nonché gli usi e i costumi della nostra terra. Perché dare accoglienza a questa gente significa anche offrire loro le stesse possibilità di tutti gli altri. E’ solo promuovendo l’accoglienza che renderemo Bari una città multietnica e per questo più ricca” ha concluso il sindaco Emiliano.

Nicole Cascione

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