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Un biglietto salvò Garibaldi

Ci si stupisce, oggi, che buona parte dei pochi matrimoni celebrati vadano in fumo così presto, a volte già al ritorno dal viaggio di nozze. Anche in passato però accadevano certe cose. Prendi il caso di Garibaldi: il 24 gennaio 1860 il condottiero in camicia rossa sposava a Fino Mornasco (vicino Como) la sua seconda moglie, Giuseppina Raimondi. Ma alla fine della funzione, lo sposo veniva avvicinato dal maggiore Rovelli, cugino della sposa, ricevendone un messaggio scritto – di cui, secondo la maggior parte degli storici, Rovelli era l’autore – nel quale si rivelava come la Raimondi avesse mantenuto relazioni con altri uomini anche nel momento immediatamente precedente le nozze. A questo punto Garibaldi si appartava con Giuseppina per interrogarla sulla veridicità dell’accusa. La Raimondi ammetteva scatenando l’ira del coniuge, che la ripudiò immediatamente. L’annullamento del matrimonio avvenne solo nel 1880. Nel 1885 anni dopo Garibaldi prendeva moglie per la terza ed ultima volta. Con Francesca Armosino, che era la balia di sua figlia Teresita, avrebbe messo al mondo altri tre figli legittimi (Anita, la prima moglie, gliene aveva dati quattro). Ma torniamo alla Raimondi che Garibaldi conobbe il 1° giugno 1859, innamorandosene subito, senza tuttavia incontrare risposta. Tale freddezza si spiegava col fatto che la fanciulla era sentimentalmente legata ad altro garibaldino, Luigi Caroli. Precedentemente, Giuseppina aveva intrattenuto un rapporto anche con un suo cugino, il maggiore Rovelli (e costui, una volta esaurita la relazione, si era ingelosito del posto presso la giovane donna e che riteneva gli fosse stato rubato dai due nuovi uomini…). Poi, d’improvviso, nel mese di novembre dello stesso anno, la Raimondi, che fino a qual momento aveva risposto senza entusiasmo alle calde missive di Garibaldi, si offrì, premendo addirittura perché le nozze venissero accelerate. Suo palese intento era attribuire a Garibaldi il figlio di Caroli che portava in grembo. Ma, come abbiamo visto, Rovelli s’intromise a guastarle il piano. Mesi dopo il matrimonio con Garibaldi, Giuseppina partorì un bambino che nacque morto. Per sottrarsi alla riprovazione generale, ai primi di febbraio, con Caroli fuggì in Svizzera e di qui in Germania; ma all’inizio di agosto, Caroli, ormai emarginato da tutti i garibaldini, pose fine alla loro relazione e Giuseppina fece ritorno a Lugano. Poche settimane dopo, nella villa paterna di Gironico, la donna partoriva un secondo bambino morto. Dopo l’annullamento del matrimonio con Garibaldi, nel 1880, la Raimondi sposò il patriota e avvocato milanese Lodovico Mancini (suo cognato), dal quale non ebbe figli. Si spense a Birago il 27 aprile 1918.

Italo Interesse

 

 

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