E’ il cuore il tallone d’Achille
30 Settembre 2020
Molti dubbi sulla liceità dell’esproprio del Teatro Petruzzelli
30 Settembre 2020

Un bilancio del vecchio ordinario e un identikit del nuovo

Il mandato dell’attuale arcivescovo di Bari- Bitonto Monsignor Francesco Cacucci da tempo è scaduto ed è in regime di proroga sin quando lo vorrà il Papa. Tuttavia, è assai probabile che a breve venga desinato il successore. Rumors vaticani indicano il nuovo vescovo in Monsignor Piersilvio Pizzaballa, che potrebbe prendere possesso domenica sei dicembre. Abbiamo chiesto a Don Nicola Bux, teologo e liturgista, un bilancio del vecchio ordinario e un identikit del nuovo secondo la visione cattolica in questa lunga e interessante intervista.

 

“San Bernardo, che si intendeva di vescovi, anzi di papi, visto che Eugenio III era stato suo discepolo, affermava: si prudens regat (se è prudente, governi). Può questo sconfinare nell’equilibrismo? Certamente, se non si è guidati dalla verità. Il potere sta nella verità: quelli che hanno la verità hanno il potere. Direi con Vaclav Havel, che fu presidente in Cecoslovacchia: è il potere dei senza potere. Quindi, un vescovo non deve contemporaneamente appoggiare la verità e la menzogna, al fine di assecondare lo spirito del tempo, specialmente quando penetra dentro la Chiesa. Non può chiedere di tacere sui temi di fede e di morale. Non può teorizzare l’apertura a tutto e a tutti, perché si scontentano i più, in primis i preti. Un pensiero tipicamente non cattolico gira oggi tra i pastori: che la verità nasce dal dialogo e dal confronto; ne deriva una concezione esistenzialistica e storicistica della presenza della Chiesa nel mondo, a cui si è sempre opposta la Sede Apostolica, specialmente nel pontificato di Giovanni Paolo II. Al netto dei cambiamenti che hanno attraversato la diocesi dagli anni trenta fin qui, si capirà, col tempo, in che senso vi sia stata continuità, soprattutto nell’esercizio del magistero, che vuole appunto il vescovo come maestro nella fede, non sottomesso alle mode passeggere. O se abbia prevalso una visione di Chiesa che concepisce se stessa “nel mondo”, su un piano di parità con tutti gli altri, alla ricerca di un minimo comune denominatore umanistico, generico e universalistico. Un punto caratterizzante della diocesi, come si sa, è l’ecumenismo. E’ noto che i greci e i russi lo intendono a modo loro, perché non dubitano del valore dell’Ortodossia, a differenza di quanto pensano della Cattolicità i nostri ecumenisti. Gli orientali in genere, non tollerano compromessi, perché hanno un concetto non relativo della verità; anzi sospettano il perseguimento di una unità secondo il mondo e non secondo Dio: ovvero, di raggiungere l’unità postulando per vero solo ciò che l’altro potrebbe condividere. Sono stato testimone di questo, quando al metropolita russo Hilarionfu conferita la laurea in teologia ecumenica: egli tenne una lectio magistralis che suonava come un sonoro schiaffo al modo odierno dei cattolici europei di intendere la fede, la Chiesa e l’ecumenismo”.

 

Da un punto di vista ecclesiale in che condizione è la diocesi? Lei è pessimista o ottimista?

 

“Pessimista” e “ottimista” sono categorie emozionali senza valore conoscitivo. Quando si analizza una ‘entità etnica sui generis’, come Paolo VI ebbe a definire la Chiesa, ci vogliono precisi parametri secondo cui conoscere le tendenze dello sviluppo e lo ‘stato di salute’.Già prima della pandemia, era diminuito drasticamente il numero dei cattolici praticanti a motivo dell’affievolimento della missione tra quanti non hanno conosciuto il Vangelo o l’hanno abbandonato; mentre è aumentata l’utopia dei valori: pace, legalità, solidarismo. Ora, ancor più, la Chiesa diocesana, come quella istituzionale, fa fatica in ogni ambito, alle prese con un crollo di forze e un’identità confusa. Non diversamente da altre, sono penetrate idee e linguaggi secolarizzati che tolgono alla fede cattolica, dal punto di vista filosofico l’impianto metafisico, e dal punto di vista teologico la chiarezza dottrinale. Il prof. Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio sulla dottrina sociale della Chiesa, ha osservato che la fede cattolica è diventata un “percorso” accanto ad altri, non avendo più la pretesa di poter dire una parola di salvezza anche per le questioni temporali. Chiuderemmo gli ospedali durante il contagio? Come è stato possibile chiudere le chiese, che sono le cliniche dello spirito? Oggi, il pericolo principale è la secolarizzazione della religione cristiana, una forma di adeguamento della fede cattolica alle logiche del mondo, pensando forse che, proprio lì, Dio si auto-comunicherebbe. La crisi della fede in Cristo ha condotto alla crisi della fede nella norma morale assoluta, l’esistenza di atti intrinsecamente cattivi. Gli appelli alla legalità riguardano lo Stato, alla Chiesa invece compete insegnare il Vangelo e la vita in Cristo, altrimenti l’immoralità e l’amoralità dilagheranno sempre più. In verità, o si sfida il mondo sui comandamenti o abbiamo perduto. Se la Chiesa non dice questo al mondo, non è se stessa.”

 

.

 

 

.

 

Quali le priorità del vescovo?

“Annunciare la verità di Cristo nella carità. Così non sarà tentato dal sincretismo, altrimenti senz’accorgersi si scivola nell’idolatria. Le religioni considerano i problemi umani in base alla concezione che hanno di Dio. Per farle convergere su un’unica visione di giustizia e di pace, per esempio, bisogna stravolgerle e uniformarle al ribasso. Pensare, ad esempio, che la pace vi sarà quando le religioni faranno pace tra loro – posto che questa utopia si realizzi -di quale pace si tratterebbe? Non certo quella che viene da Cristo. Un vescovo deve essere vescovo – ossia sentinella che super-vede o sovrintende – non solo dei cristiani ma anche di chi non lo è, o perché non sa o perché non vuole. Giustamente perciò si dice ‘arcivescovo di Bari’ e non appena ‘della Chiesa di Bari’. Non va alimentatala confusione e il convincimento che si possa essere cattolici pur sostenendo idee e comportamenti immorali. Portano disorientamento e scandalo nei fedeli, i politici e gli amministratori che dicono di essere cattolici e partecipano sia ad una manifestazione che irride la religione, come il gay-pride, sia ad un’altra che la esprime, come la processione di san Nicola. Un vescovo che non dice la verità, favorisce il relativismo morale che porta poi all’indifferenza. Certo, questo trova terreno fertile, perché i condizionamenti umani, sopravvalutati dalla psicologia e dalla sociologia, hanno indebolito nei più la capacità di percezione della colpa; quando si perde il senso del peccato si affievolisce anche il senso religioso. Perciò un vescovo come Ambrogio, era capace di sbarrare il passo anche all’imperatore che voleva entrare in Chiesa, nonostante i suoi delitti. E’ vero che siamo tutti peccatori, ma questo Cristo non l’ha detto per giustificare il peccato, bensì per invitare alla conversione il peccatore, tant’è vero che ben presto nella Chiesa sono nati gli itinerari penitenziali. Dal peccato, dopo averlo confessato, ci si deve far riconciliare: questo è compito del vescovo.”

 

 

 

Che cosa si chiede al nuovo vescovo, ci può dare un suo identikit?

 

“Sant’Ambrogio ricorda tre consigli riservati ai vescovi: non mettersi a combinar matrimoni, non fare raccomandazioni, non accettare inviti a pranzo nella propria città. In Occidente, si sottolinea che debba saper governare, in Oriente, che debba saper santificare. Con la sua fede deve saper rendere presente Cristo nel mondo, e seguirlo nella persecuzione da parte del mondo, anche quella che si insinua nella sua Chiesa e che misura un vescovo secondo i criteri del successo e dell’audience. Sant’Agostino osserva che dovrebbe saper “ammonire chi semina discordie, consolare i pusillanimi, confutare gli avversari”. Un vescovo sulla misura del gusto della gente o dei preti non esiste, in quanto dovrebbe essere scelto secondo il cuore di Dio, che si rende presente alla sua Chiesa attraverso circostanze che costituiscono i fattori essenziali della vocazione e della missione che le affida. Possiamo solo pregare con le parole della liturgia del Venerdì santo, perché “secondo il dono della sua grazia…possa fedelmente servire”. Ha scritto J.Ratzinger: “Le riforme non derivano da assemblee o sinodi, che pure hanno la loro ragione e talvolta la loro necessità, bensì da personalità convincenti che possiamo chiamare santi” (Il sale della terra, Cinisello B.1997,p.305).Raccomanderei al nuovo pastore tre punti: primo: la cura della liturgia. La liturgia è una cosa seria: averla ridotta al linguaggio e ai gesti della vita ordinaria, per mezzo di saluti, segni di amicizia e cose simili, è grave. La liturgia non è un festival, non è una riunione di svago: è il farsi presente di Dio fra noi. Aver spogliato le chiese, più che si è potuto, di quello splendore che ricorda il sacro, o averne costruite al punto da renderle irriconoscibili come luoghi della Presenza divina, è stato un errore. Secondo: difendere il concilio è necessario, ma a patto che non lo si interpreti come un super-dogma, che toglie importanza a tutto il resto.Molte omelie danno l’impressione che, dal Vaticano II, tutto sia cambiato e non abbia valore quello che l’ha preceduto o, nel migliore dei casi, lo possa avere solo alla luce del Vaticano II. L’unica maniera per rendere credibile il Vaticano II è presentarlo chiaramente com’è: una parte dell’intera e unica Tradizione della Chiesa e della sua fede. Terzo: l’ecumenismo non va confuso con la relativizzazione della verità, perché questa non è una pretesa troppo alta, un trionfalismo; così facendo, si è determinata una crisi dell’ideale missionario: se non puntiamo alla verità nell’annunciare la fede, e se questa verità non è più essenziale per la salvezza dell’uomo, allora le missioni perdono il loro senso. Se il vescovo che verrà, aiuterà a vivere la totalità del cattolicesimo in questi tre punti, la Chiesa di Bari sarà più credente, si ricomporrà all’interno e quindi sarà credibile”.

Bruno Volpe

 

 

 984 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *