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Un filone infinito di regali e favori: a caccia dei segreti dell’ex Ersap

Migliaia e migliaia di ettari in terreni e quasi ottocento fabbricati: questo il patrimonio ex Ersap trasferito alla Regione Puglia in seguito alla soppressione dell’Ex Ente di Sviluppo Agricolo (Ersap), oggetto del disegno di legge dell’assessore alla Riforma fondiaria Leo Di Gioia, illustrato l’anno scorso dal dirigente della sezione Demanio e Patrimonio nella II commissione consiliare. Processi e sentenze, indagini e scandali non hanno mai messo a tacere le voci degli arricchimenti illeciti alle spalle dell’ex ente di sviluppo pugliese che negli anni delle vacche grasse della Prima Repubblica rappresentava la “mammella” da cui mungevano i più grandi partiti dell’epoca, padrini dell’ex Democrazia Cristiana in primis, specie in terra di Bari e Lecce. Ma ora appunto è storia degli Anni Settanta, Ottanta e Novanta: passato che torna ciclicamente a galla coi falsi procedimenti per regolarizzare (accelerare?) l’attività di dismissione e amministrazione del patrimonio appartenente all’ex Ersap. Dalla ricognizione effettuata, dicevano i bollettini regionali di Emiliano e soci, sono sempre riemerse quelle “criticità” relative alla gestione dei beni: in primis quella degli acquedotti rurali, in relazione alla quale attualmente l’Amministrazione regionale – proprietaria di quattro acquedotti – sostiene annualmente costi ingenti, in termini di consumi idrici e manutenzione, dovuti soprattutto alla vetustà degli impianti idrici costruiti negli anni ’50, che non risultano compensati dagli introiti derivanti dalle utenze asservite. E che dire degli oltre cinquecento fabbricati non dichiarati al Catasto edilizio urbano (cd. fabbricati fantasma) in Puglia e per i quali sarebbe ancora necessario l’accatastamento? Trattandosi in realtà di costruzioni che si trovano in uno stato di conservazione precario, sarebbe meglio passare alla demolizione, ma nessuno fa niente. Anzi, nessuno osa ‘sporcarsi le mani’, come ripetono i funzionari e impiegati più anziani (quei pochissimi…) rimasti a Bari in servizio presso l’assessorato all’Agricoltura della stessa Regione Puglia. Scandaloso anche il dato relativo al fenomeno dell’abusivismo edilizio, riconosciuto dallo stesso Ente, che ha rivelato ben 946 fabbricati realizzati da privati sui terreni della Riforma, senza parlare dei contenziosi in atto sulla gestione del patrimonio dell’ex Ersap. Soprattutto senza mai ripensare seriamente a un processo dismissivo fuori dalle maledette logiche basate su favoritismi al limite del penale, tra leggi – truffa e e false semplificazioni procedurali. Ma ecco che oggi c’è nuovamente chi vorrebbe conoscere “acquirenti e prezzi di vendita” dell’ingente patrimonio dell’ente prima di stanza in Corso Sonnino, a Bari. Infatti la consigliera Antonella Laricchia (M5S) proprio nei giorni scorsi ha interrogato la giunta sulle sorti dell’enorme patrimonio immobiliare dell’ex Ente Regionale di Sviluppo Agricolo, soppresso nel 1993. Da allora, come detto, la Regione stessa ha curato direttamente le funzioni già svolte dall’Ersap, in particolare occupandosi, fino ad esaurimento, delle cessioni, delle alienazioni e dei trasferimenti dei terreni e delle opere di riforma fondiaria esistenti sul territorio regionale. L’Ente nel corso degli anni ha provveduto ad alienare beni immobili con prezzi determinati dall’Agenzia del Territorio e a indire aste regolarmente pubblicate sul B.U.R.P, specificando che il prezzo di acquisto non poteva essere inferiore al prezzo base indicato dall’Agenzia del territorio, ma solo in aumento. Fortuna per la Regione che nei suoi vent’ anni di attività, l’ Ersap ha lasciato in eredità non solo debiti ma anche un non trascurabile patrimonio immobiliare, anche se al momento, a quanto pare, sarebbe stato possibile valutare solo la metà di fabbricati e terreni ereditati dalla Regione. La cifra pareva attestarsi sui 33 miliardi e mezzo, almeno fino a una dozzina di anni fa, a parte boschi e pinete, mentre alcuni tra gli immobili dell’ ex Ersap che la Regione non ha venduto e non venderà dovrebbero esserci proprio gli ex uffici dell’ente, in corso Sonnino e via Lattanzio a Bari, e via Marchese de Rosa a Foggia; solo il loro valore supera i 10 miliardi. Perfino l’assessore al Bilancio della giunta di centrodestra guidata da Raffaele Fitto, Rocco Palese, sperava di «coprire» i debiti dell’ex Ersap, o almeno una parte, con la messa all’asta di una mezza dozzina di aziende agricole, tra cui lo stabilimento Montedison di Brindisi e un oleificio in provincia di Lecce. Invece oggi la consigliera Laricchia, visto che la Regione ha incassato risorse accertate su appositi capitoli in entrata, ha chiesto all’attuale assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio Piemontese e all’assessore allo Sviluppo Economico Borraccino, di sapere e conoscere precisamente quanto ha incassato il bilancio regionale. Ma anche quanto è stato venduto e quanto ancora rimane da vendere, quante alienazioni sono state effettuate, con l’elenco completo degli acquirenti. Risponderanno una volta per tutte dai piani alti dell’Ente, svelando almeno una parte dei segreti dell’ex ente agricolo pugliese?

Francesco De Martino

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