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Un giallo preistorico

Resta ancora senza risposta la fine fatta dall’Uomo di Altamura i cui resti giacciono in un budello della grotta di Lamalunga. Proviamo a indagare. In primo luogo ci pare da escludere l’ipotesi del luogo sacrificale o di sepoltura. Così fosse, in fondo a quell’inghiottitoio sarebbero stati rinvenuti altri scheletri. Il suicidio, allora? La componente fortemente animalesca dell’Uomo di Neanderthal esclude un gesto così ‘moderno’. Allora un omicidio con relativa occultazione di cadavere… Ancora più improbabile. A quei tempi si ammazzava e basta, non c’era da guardarsi da Polizia Scientifica e organi inquirenti. Più degna di considerazione, invece, si presenta la tesi della disgrazia : Un cacciatore, un ‘esploratore’ isolato si spinge oltre il proprio territorio e ‘incappa’ in una voragine sconosciuta e occultata da cespugli. Lo sventurato precipita…. Ma può essere pure che lo sventurato sia l’apri-pista di un gruppo di cacciatori impegnati in una battuta di caccia all’interno di un territorio inesplorato o che sia alla testa di un manipolo di guerrieri in marcia in terra nemica. Ancora la sorte non è benevola. Qui la fantasia si biforca : Inorriditi da ciò il budello ispira alle loro deboli menti, gli altri proseguono la loro missione non ritenendo opportuno rientrare alle caverne senza preda o senza aver castigato un clan rivale. Seconda strada : Verificata l’impossibilità di soccorrere il compagno, gli altri tornano indietro a chiedere aiuto. Un’ora dopo si ripresentano in massa, muniti di rozze corde e fiaccole Il più ardimentoso si cala nella voragine, che esplora. Ritorna alla luce desolato : il compagno è sparito … Che un orso, una tigre dai denti a sciabola o Entità oscure l’abbiano divorato? Via subito di lì, è un posto maledetto quello!… Resta per tutti (anche per noi) l’interrogativo circa la vera fine del nostro sfortunato guerriero/cacciatore. Il fatto che i resti dell’Uomo di Altamura siano stati rinvenuti in un punto raggiungibile percorrendo un dedalo di cunicoli e situato a una sessantina di metri dal punto di presumibile caduta fa pensare che il nostro progenitore, miracolosamente sopravvissuto, una volta ripresi i sensi e dopo aver inutilmente provato a risalire abbia cercato un’altra via d’uscita seguendo una corrente d’aria. Si avventura così nel  buio labirinto sotterraneo. Il labirinto tuttavia è troppo lungo e faticoso da percorrere per un uomo già traumatizzato e con l’andare delle ore sempre più in preda ai morsi della fame e della sete. A un cento punto le forze vengono meno. Intuendo l’imminente fine, il primitivo lancia un disperato richiamo. L’antro echeggia dell’ultimo grido dell’Uomo di Altamura. Nessun compagno può ascoltarlo. Esausto, si accascia. Non si rialzerà più… Forse il suo caso non è stato l’unico. Molti inghiottitoi inesplorati del territorio murgiano possono riservare sorprese. – Nell’immagine, un fotogramma tratto da ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrick.

Italo Interesse

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