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Un gol storico e l’ira di Kim II Sung

I giganti del calcio i nostri azzurri li conoscono bene, avendoli ripetutamente incontrati in occasione di sfide memorabili : Germania, Brasile, Argentina, Francia… Eppure la nazionale che in tabellone a un mondiale fa più paura all’Italia è un’altra: La Corea. E indifferentemente che sia del nord o del sud. Era il 18 giugno 2002 quando agli ottavi di finale dei mondiali di Corea-Giappone, i sud coreani ci eliminavano col punteggio di 2-1, complice lo scandaloso arbitraggio dell’ecuadoregno Byron Moreno. Andando ancora più indietro, ecco l’altra Corea, quella del Nord: Il 19 luglio 1966 (giusto 56 anni fa) a Middlesbrough, l’Italia si giocava contro la poco quotata e ‘misteriosa’ Corea del Nord l’accesso ai quarti di finale. Un po’ alcune scelte tattiche, un po’ l’aver sottovalutato l’avversario, un po’ la sfortuna, l’Italia tra la sorpresa generale uscì battuta per 1-0. La sconfitta significò il rientro anticipato in Italia tra lanci di uova e pomodori all’aeroporto di Milano. Contemporaneamente faceva ingresso nella leggenda un calciatore nordcoreano: Pak Doo Ik, l’autore del gol (nell’immagine, il centrocampista è sommerso dall’abbraccio dei compagni appena dopo aver segnato). La stampa italiana si scatenò con frecciate velenose: ‘Cacciati da dilettanti’ (nel doppio senso si alludeva al fatto che i nord coreani erano tutti dopolavoristi), ‘Vergogna’, ‘Marchio indelebile’… Il titolo più feroce suonava così : ‘Sconfitti da un dentista’… Attraverso non si sa quali canali un giornalista era venuto a sapere che Pak Doo-Ik in patria esercitava la professione di odontoiatra. Il realtà l’allora caporale dell’esercito nord coreano aveva sì conseguito la qualifica di odontoiatra, senza però aver mai esercitato tale attività. La gloria di Pak Doo Ik fu breve. La notte della vittoria la squadra fece baldoria in un pub sino a tarda notte. All’innocente baldoria non prese parte Pak Doo Ik, bloccato in albergo da un attacco di gastrite. Ciò lo salvò dall’ira Kim II Sung al rientro della squadra in Patria. Era successo infatti che la Corea perdesse il quarto di finale contro il Portogallo per 5-3 dopo essere stata in vantaggio per 3-0… Tutti i giocatori vennero puniti per “comportamento borghese e imperialista”. Molti finirono nei Gulag. Pak Doo Ik se la cavò facendo per dieci anni il boscaiolo. Scontata la pena, venne gradualmente riabilitato. Reintegrato nell’Esercito col grado di Sergente, potette poco più avanti smettere la divisa e vestire i panni di Direttore del Comitato Atletico di Yangkang. Dieci anni l’ex calciatore conobbe un rilancio di notorietà guidando la nazionale di calcio del proprio paese alle olimpiadi di Montreal. E nel 2008, in occasione delle Olimpiadi di Pechino, Pak Doo-ik fu tedoforo durante il transito della fiaccola olimpica nella Corea del Nord. In precedenza, nel 2002, aveva preso parte ad un film documentario, ‘The Game of Their Lives’, diretto da Daniel Gordon e prodotto da Nicholas Bonner, sulla storia dei sette membri superstiti della squadra nazionale di calcio della Corea del Nord che partecipò ai Mondiali del 1966. Nato a Pyongyang, 17 dicembre 1943, Pak Doo Ik dovrebbe avere oggi 79 anni. Il condizionale è d’obbligo stante la difficoltà di conoscere anche le cose più innocenti nel paese ferocemente in pugno a Kim-Jong-un.

 

 

Italo Interesse

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