Cultura e Spettacoli

Un investigatore per smontare l’ateismo

Il prete si cambia di abito, lascia la talare in sacrestia e indossa i panni insoliti dell’investigatore per smontare l’ ateismo. E’ il bizzarro ed anche insolito genere letterario ( il poliziesco, appunto) scelto dal sacerdote gesuita padre Carlo Colonna, di Rinnovamento ed anche consigliere spirituale della Comunità del Gesù di Bari. Padre Colonna, infatti, ha messo in soffitta le dissertazioni teologiche o filosofiche per contrastare l’ ateismo e si é affidato alla capacità investigativa di un personaggio di fantasia, il tenente Savio, che vuol dire saggio. Il sacerdote ha pubblicato un intrigante libro edito per i tipi di Sapienza e Vita dal titolo: “Preferisco ragionare, ecco perchè non sono ateo”, in chiara risposta ad analogo motto, in senso opposto, messo in giro sui muri di Pisa nel 2009. “Nel testo-dice il sacerdote- ho voluto abbandonare lo stile teologico e le dispute dottrinali, mi sono invece affidato all’intelligenza di un tenente, Savio e, capitolo dopo capitolo, mi sono appassionato e  dunque ecco il libro”. Precisa: ” é l’ ateismo che cozza contro la ragione, non la fede. Semmai, fede e ragione camminano felicemente di pari passo e non sono mai nemiche, si completano. Diciamo che, per fare un paragone con un edificio di sei piani, che tre sono di ragione e si vedono, gli altri tre di ferde ma non si vedono, tuttavia, ci sono”. Papa Benedetto XVI ha sempre detto che le due categorie non cozzano affatto: ” aveva ragione da vendere. Le due si supportano e integrano, mai si combattono, anche se la fede non va mai imposta, semmai proposta. Il compito del cristiano é quello della missione, di fare apostolato, senza guerre di religione o fanatismi.  Dio ci ha lasciati liberi di accettare o rifiutare”. I grossi guai di oggi si chiamano, in campo di fede, secolarismo e relativismo: ” ha perfettamente ragione. Il secolarismo si traduce, in sostanza, nel rifiuto netto e pregiudiziale di credere, nella totale incredulità, mentre il relativismo é una forma di antropocentrismo che mette il soggetto al centro di tutto. Ovvio che ognuno si crei la sua personale verità e dunque ciascuno ha la sua visione”. Infine, chiediamo a padre Colonna un giudizio su Medjugorje visto che guida molti pellegrinaggi nella località della Bosnia:” io credo a Medjugorje e non ne faccio alcun mistero. Il Vangelo dice che dai frutti li conosciamo e dunque se l’albero buono si riconosce dai suoi frutti, ecco che a Medjugorje avvengono conversioni e cambi di vita. Indubbiamente ci possono essere eccessi e qualcuno che ci marcia sopra, ma questo é accaduto nella storia della chiesa e sempre accadrà, persino nel Vaticano”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 28 Luglio 2015

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