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Un patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile in Puglia

Un quadro allarmante, forse persino drammatico. E’ quanto viene fuori dal report Cgil 2020 relativo allo stato dell’economia e del mondo del lavoro nella nostra regione. Buona parte delle responsabilità, ovviamente, sono della pandemia in atto. Sintesi: calo del 10 per cento del Pil, 7 miliardi di ricchezza in fumo, perdita stimata di 18.000 posti di lavoro, 220 mila in Cig, 18.000 famiglie al reddito di cittadinanza, cresce la precarietà lavorativa e il numero di chi vive in povertà relativa (un quarto delle famiglie pugliesi). Tra i settori maggiormente danneggiati al secondo trimestre 2020, risultano commercio, alberghi e ristorazione con un – 15, 4 per cento di occupati. Crollano le assunzioni, – 43, 6, cresce nettamente la Cig in deroga regionale, 41.388 domande, 54 crisi aziendali aperte con 8.000 lavoratori a rischio, 125.661 percettori di reddito di cittadinanza, 16.856 corregionali emigrati verso centro e nord Italia di cui la maggior parte con elevati titoli di studio. Il segretario regionale CGIL Pino Gismundo così ha commentato: “La fotografia che abbiamo scattato ci preoccupa, sono dati drammatici e tutto questo col blocco dei licenziamenti. Chiunque voglia fare una previsione sul 2021 deve fare i conti con varianti quali lo stato della pandemia, le vaccinazioni e le dinamiche politiche nazionali che denotano scarso senso di responsabilità. In Puglia cresce la povertà, abbiamo davanti a noi una stagione che definisco allarmante”. Poi due stoccate su scuola e sanità a livello regionale. “Sulla scuola, indipendentemente dalle sentenze, ricordo che esiste il diritto allo studio e quello che sta accadendo è un fallimento politico ed istituzionale. In quanto alla sanità la situazione ci preoccupa, il sistema non sembra attrezzato in modo adeguato. Bisogna tenere alta la guardia”. Che cosa propone la CGIL per il 2021?  Un patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile in Puglia che coinvolga tutte le componenti sociali, Gismundo lo ha definito “una sfida di democrazia ad Emiliano”. Sentiamo: “Chiediamo-dice il segretario- questo tavolo per aiutare subito settori vitali come il turismo e la cultura, da sempre brand trainanti della regione, bisogna fare investimenti, non vediamo concretezza. Ci sembra giusto un patto per il lavoro da stipularsi con tutte le componenti sociali e produttive, giovani inclusi, facendo rete e sintesi, dando sostegno a sviluppo e lavoro”.

Bruno Volpe

 

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