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Un po’ di contegno istituzionale, please…

Per cortesia, qualcuno avvisi Antonio Decaro che non è un quisque de populo, ma è il Sindaco di Bari, città metropolitana, nonché Presidente nazionale dell’ANCI, ossia primus inter pares tra i sindaci. Passi per le sue discutibili qualità di barman, mentre travasa, per apparire persino ecologista, lo spumante nelle bottiglie di plastica, passi pure che canti sul palco nella festa di fine anno in Piazza Prefettura, per la solita irrinunciabile passerella mediatica, ma vederlo a torso nudo in costume da bagno nelle gelide acque di “Pane e Pomodoro”, per il tradizionale tuffo di fine anno, è stato considerato da non pochi cittadini un’autentica “tamarrata”. Stavolta Decaro,  sciarpa rossa al collo mentre agita la bandiera del Bari Calcio, sembra che abbia, e di molto, travalicato i limiti del buon gusto, per una goliardata inadatta ad essere compiuta da un esponente istituzionale così importante. In altri casi la sua esuberanza, con la partecipazione alle maratone cittadine (giustificata forse dal voler smaltire i chili di troppo, causa panzerottata) poteva anche apparire simpatica, e le foto vicino ai frigoriferi abbandonati in cerca di birre fresche sembravano anche divertenti, avendo come finalità una possibile educazione civica all’igiene urbana, seppure correndo il rischio di essere scambiato per un barbone di lusso. Probabilmente qualche suo follower di Facebook, pronto a difendere il suo “guru”, giustificherà questo bagno di Capodanno, come un gesto compiuto da una persona sì importante ma anche dotata di grande spirito umoristico, anche se l’obiettivo di fondo è apparire di continuo sui media.  Ma ora sarebbe il caso, per il Sindaco, di tornare nei ranghi e di occuparsi delle emergenze sociali che assillano Bari che, dopo la sbornia festaiola, sono ricadute pesantemente sulle spalle dei cittadini, non ultima la gravissima questione di ordine pubblico che a Bitonto, paese agricolo alle porte di Bari, ha mietuto la vita di un’anziana signora, bersaglio incolpevole della follia criminale degli scontri tra clan.  Della questione si sta discutendo proprio in queste ore in Prefettura col Ministro Minniti, alla presenza dello stesso Decaro. Sarebbe il caso, dunque, che altri esponenti istituzionali di qualsiasi schieramento consiglino all’istrionico Decaro di riflettere sul proprio delicato ruolo istituzionale, anche perché suoi illustri e rimpianti predecessori come Enrico Dalfino e Leonida Laforgia, ad esempio, mai si sarebbero  prestati a simili comparsate…

 

Piero Ferrarese

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