Bari: che volto avrai dopo la sosta invernale?
7 Dicembre 2012
‘Opera seconda’, la macchina da guerra
7 Dicembre 2012

Un Santuario? Qualcosa di più di una comune chiesa

La De Luca Editori si è imbarcata in un’impresa : censire i Santuari Cristiani d’Italia dall’antichità ad oggi. Procedendo regione per regione, un agguerrito stuolo di studiosi composto da Sofia Boesch Gajano, Giorgio Cracco, Gabriele de Rosa, Giorgio Otranto e Andrè Vauchez ha già dato vita a ponderosi studi su Lazio, città di Roma, Trentino e Puglia. A proposito della nostra regione andiamo a chiacchierare col Prof. Giorgio Otranto, uno tra i coordinatori dell’ambizioso progetto. – Prof. Otranto, che cos’è un Santuario, innanzitutto? – “A differenza della chiesa, che è un luogo di culto istituito dall’Autorità Religiosa, il Santuario è una realtà che si sviluppa spontaneamente per effetto di una forma di devozione popolare di cui più avanti la stessa Autorità prende atto con atto d’ufficializzazione”. –  Si può dire allora che il Santuario trae origine dal basso piuttosto che dall’alto… – “Sì. Possiamo definirlo come una chiesa carica di un surplus di sacralità che si sviluppa dalla pietà degli strati sociali più umili”. – Quali sono gli elementi o gli eventi intorno a cui si sviluppa il Santuario? – “Possono essere ritrovamenti di reliquie o apparizioni. In quest’ultimo caso sono un quadro o una statua a rappresentare l’oggetto di culto. La nascita di un Santuario, poi, può prescindere da spoglie mortali o pitture rupestri e legarsi semplicemente al fatto che il tale Santo visse in quel determinato posto. E’ il caso ad esempio del Santuario di Copertino, dove San Giuseppe nacque e visse”. – Quanti Santuari sono stati censiti in Puglia? – “In Puglia sono stati censiti 56 santuari (non mariani) dedicati a Santi o Martiri. Considerando però che di alcuni di questi mancano riscontri monumentali, che altri sono chiusi o non costituiscono luoghi di liturgia, i Santuari pugliesi aperti al culti sono una cinquantina”. – Quali i Santi più ‘ricorrenti’? – “Cosma e Damiano, cui sono stati innalzati ben otto templi. Sette  Santuari dedicati al ciclo cristologico, quattro a San Michele Arcangelo, tre a sant’Antonio da Padova, tre a San Vito, due a Santa Lucia e due a Sant’Oronzo”. –  E’ soddisfatto del suo lavoro? – “Sì. E la soddisfazione più grande mi viene dall’aver raccolto in un solo testo, con metodologia e approccio scientifico uniformi, notizie  sparpagliate in più testi. La storia dei Santuari è anche condizionata da bibliografie piuttosto contenute, il che è frutto di una marginalizzazione voluta in passato da una Chiesa sempre distaccata verso i movimenti religiosi che venivano dal basso”. –  Tanto lavoro non può averlo certo svolto da solo…- “Certo. Colgo l’occasione per ringraziare Immacolata Aulisa, Ada Campione, Laura Carnevale, Angela Forte, Angela Laghezza, Alessandra Moro e Lucia Olivieri. Né posso dimenticare che dietro il lavoro di questo staff c’è il contributo dell’Associazione Internazionale per le ricerche che ha sede a Monte Sant’Angelo”.

Italo Interesse

 

 958 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *