Cultura e Spettacoli

Un uomo onesto, un’ala imprendibile

Si torna a parlare di calcio e combine, quest’erba cattiva che, immortale, si ripresenta periodicamente. E mentre l’infallibile Renzi tuona che è ora di dire basta e fare piazza pulita una volta per tutte, l’uomo della strada non meno prevedibilmente sospira a proposito dei bei tempi andati, tempi in cui “certe cose neanche si sentivano”. Uno dei più dannosi stereotipi che affliggono il mondo del calcio vuole che questo sport  si sia ‘ammalato’ solo a partire dagli anni ottanta. Niente di più falso. La  popolarità del calcio, per il fatto d’essere sopraggiunta fulminante e inaspettata ha subito spalancato portoni ai disonesti. Si può dire che il calcio professionistico sia nato sporco. E’bastato stabilire un biglietto d’ingresso allo spettacolo e una ricompensa agli atleti. Un prova ? Il campionato 1926-1927 si chiudeva col Torino primo in classifica, ma per effetto di una decisione del Direttorio Federale quello scudetto venne revocato (il titolo rimase “non assegnato”, nonostante le proteste del Bologna giunto alle spalle dei granata). Tutta colpa di Luigi Allemandi, terzino della Juventus che, avvicinato in precedenza da un dirigente granata, si era prestato in cambio di 50mila lire a dirottare a favore del Toro il risultato del decisivo derby della Mole in programma il 5 giugno 1927 (la partita si chiuse con la vittoria per 2-1 del Torino). Un precedente tanto remoto e clamoroso, tuttavia, non autorizza a generalizzare e a dare del venduto a chiunque scenda in campo. La storia del calcio italiano è ricca più di atleti corretti che non il contrario. Ci piace affermarlo nel giorno in cui ricorre il 78esimo anniversario della nascita di Bruno Cicogna (spentosi lo scorso anno a Venezia, sua città natale). Con 260 presenze (nel corso delle quali mise a segno 34 reti), Cicogna è stato bandiera dell‘A.S.Bari dal 1958 al 1968. Attaccante dallo scatto micidiale e dotato di una tecnica fantasiosa e spettacolare, è stato il miglior giocatore di fascia (sinistra) che si sia visto a Bari. Uomo dal carattere mite e schivo, fu professionista esemplare in campo e nello spogliatoio. Ritiratosi dal calcio (e dopo aver giocato altre 80 partite con la maglia del Pescara), scelse di non fare l’allenatore o il dirigente : glielo vietava la natura profondamente retta, nemica del compromesso e affatto prevaricatrice. Tornato a Venezia, accettò un posto di guardiano in un rimessa comunale e così, con umiltà, visse sino all’età della pensione. Nel 1988, in occasione della festa per gli ottant’anni del Bari, fu premiato dalla società biancorossa per la sua fedeltà ai colori sociali. Nella foto, scattata alla Stadio della Vittoria, alle spalle di Cicogna si riconoscono Josè Altafini e Cesare Maldini. E’ il 19 febbraio 1959 : il Milan ha appena battuto il Bari per 2-0 sul suo terreno.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 23 Maggio 2015

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