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Un western tragicomico sull’asse Bari Genova

Uno spaghetti western “condito con cacca, sangue, sesso, soldi, denti, orsacchiotti, mosche, fagioli andati a male e qualche pallottola”. Modo più colorito di presentarsi non si poteva immaginare. “W.C. – Western Closet – li chiamavano cowboy invece erano stronzi” è un corto metraggio girato sulla Murgia e che reca la firma di Luca Franco e Saba Salvemini. Prodotto dall’Associazione culturale Aretè Ensemble di Giovinazzo, TIEFilm di Genova e Zerottanta Poduzioni di Bari, il corto vanta partner importanti come ResExtensa, Explorer, Comune di Poggiorsini, Apulia Film Commission, Parco Nazionale dell’Alta Murgia e, per le realtà genovesi, Liguria Film Commission e Associazione Culturale Dionisio. Sull’asse Bari-Genova sta prendendo vita un progetto che si distingue anche per il fatto d’essere interamente autofinanziato e di non godere d’alcuna sovvenzione pubblica. La novità, figlia della spaventosa situazione che soffoca il cinema indipendente come il teatro, suscita curiosità. – Senta Saba, come è stato possibile racimolare i fondi necessari senza prostrarsi davanti ad alcuna poltrona? – “Attingendo ai risparmi personali, godendo della disponibilità gratuita di maestranze sensibili e della generosità (raccolta in Rete) di amici, parenti e qualche sconosciuto”. – Una bella fortuna incontrare artisti e tecnici così sensibili e tanto disponibili… – “Una bella fortuna, sì. Si tratta di gente che Luca ed io abbiamo incontrato ciascuno lungo la propria strada. Parliamo di persone che la pensano come noi. Ma al di là della gioia di girare un corto e promuoverlo, c’è la grande soddisfazione d’aver individuato una sorta di famiglia. Domani saremo felici di ripagare con la stessa moneta questi amici.” – Considerato il momento, crede che farà tendenza la campagna di sostegno internet crowdfunding? – “Spero di no. Nel senso che non è normale questa inaffidabilità, questa latitanza delle Istituzioni. Senza Istituzioni ben presenti si può solo navigare a vista. Il che alla lunga è inammissibile”. – Come è stato girare Western Closet? – “Decisamente avventuroso. Per certi versi, un’esperienza addirittura epica. Non è uno scherzo girare 27 scene nel giro di una settimana in mezzo ad accidenti vari come interni rimediati all’ultimo momento, scrosci di pioggia… E poi, soprattutto, umanamente è stata un’esperienza meravigliosa”. – Il western è un genere che in Italia non si pratica più. Voi invece… – “Abbiamo voluto scherzare col mito della Frontiera e dei suoi pretesi eroi. Western Closet è un corto sulla stupidità umana, un ballo tragicomico sulla condizione umana.  E poi il West, quel mitico West, è così vicino al nostro Occidente di oggi che parlarne, anche con sarcasmo, equivale a riflettere amaramente sui tempi che viviamo”. – Oltre lei chi altri vedremo in scena? – “Massimiliano Caretta, Michele Cipriani, Francesca Montanaro, Davide Paganini, Annika Strøhm, Alfredo Utech”.

 

Italo Interesse

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