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“Una boccata d’ossigeno per il settore delle guide turistiche?”

Come noto, il settore delle guide turistiche è uno di quelli maggiormente colpiti dalla pandemia in quanto la materia prima, il turismo, è adesso azzerata. Per Bari una inversione di tendenza, anche significativa, potrebbe arrivare dal titolo per il 2022 di Capitale Italiana della Cultura. Abbiamo intervistato un’imprenditrice barese che dal 2009 nella Città Vecchia, ma con diffusione regionale, ha creato una ditta di guide turistiche chiamata simpaticamente “Le comari di Puglia”.

Partiamo dal nome. Perché comari?

“Le guide parlano sempre, come le comari di una volta. Da qui il parallelismo”.

Siete nati nel 2009…

“Certo, radicati non solo a Bari, ma in tutta la regione, a Lecce, Taranto, Barletta, Trani. La pianta organica consiste in dodici guide fisse, ma all’occorrenza ci sono quelle supplenti”.

Qual è l’importanza della guida nel tempo del turismo fa da te?

“La guida fa sintesi. Il turista non sempre ha il tempo o la possibilità di studiare i luoghi e le tradizioni. Ecco che la guida deve saper condensare in poco tempo, ma con assoluta competenza, le giuste nozioni”.

Come è stato il 2020?

“Disastroso in tutto il turismo e dunque per noi che abbiamo lavorato solo due mesi, molto poco. Questo ci ha comportato seri problemi”.

Bari candidata a Capitale della Cultura 2022. Che cosa ne pensate?

“Se vincesse sarebbe una benedizione per noi, ma per tutto il settore turismo che potrebbe far segnare una significativa inversione di tendenza, specie se la pandemia dovesse cessare. Matera capitale europea ebbe grande vantaggio, di riflesso Bari, in quanto molti visitatori che andavano a Matera passavano da qui”.

Turismo pugliese e di Bari come era prima della pandemia?

“Florido. Da sei anni si era verificata un’impennata, non solo nella Valle d’ Itria, ma anche nelle città d’arte e nei musei. Bisogna abbinare le bellezze del territorio alla conoscenza dei luoghi della cultura e dell’arte”.

Bruno Volpe

 

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