Cultura e Spettacoli

Una donna contro tutti

 

Alludendo alla manipolazione del pensiero operata dal regime, Bulgakov si fece seri nemici tra Politburo e intellighenzia. Fosse ancora vivo, lo scrittore nato russo e morto sovietico nel 1940 avrebbe nemici anche peggiori fra quegli ingeneri genetici che al presente lavorano intorno alla costruzione dell’homo artificialis, se costoro non avessero tutto l’interesse a restare nell’ombra. Per gli stessi motivi ai tempi dell’Inquisizione nessuno gli avrebbe scansato il rogo sotto l’accusa di ‘disegno eretico’ e ovviamente diabolico. Tanto, per ribadire con termine abusato la ‘attualità’  di un testo come ‘Cuore di cane’. Con una messinscena dell’opera di Bulgakov l’omonima compagnia di Licia Lanera ha inaugurato mercoledì scorso al Nuovo Abeliano la stagione di Teatri di Bari. La Lanera adatta il testo, si dirige da sola, infine va in scena carica della sua proverbiale ‘cattiveria’. Questo ‘Cuore di cane’ ha un po’ il sapore del ‘una donna contro tutti’. Di nuovo, Licia è sola in scena, a parte Tommaso Qzerty Danisi, che in penombra ‘disegna’ il complesso e variegato magma sonoro su cui si adagia la parola dell’interprete. In supporto della Lanera qualche effetto speciale (efficace l’incipit con un Pallino quasi licantropico che vaga nella bufera),  una maschera e pochi elementi scenici : una pedana, una poltrona, un lume. Eppure così poco basta alla talentosa interprete barese per ripercorrere energicamente la straordinaria storia di Pallino, il randagio protagonista. Quasi con rancore Licia Lanera confeziona un racconto lineare e tagliente. Molto buona l’accoglienza della platea. Hanno contribuito a vario titolo al successo dello spettacolo Vincent Longuemare, Sara Cantarone, Sarah Vecchietti, Annalisa Calice, Cristian Allegrini, Martin Palma e Antonella Dipierro. – Prossimo spettacolo al Nuovo Abeliano, sabato 27 e domenica 28 con ‘Il gabbiano, ovvero quanta strada ha fatto Cechov per arrivare a Yokoama?’ con Manuela Kustermann. La regia, di Carlo Nanni’, è ‘ripresa’ dalla stessa Kustermann. Una produzione La Fabbrica dell’Attore, che quest’anno festeggia il cinquantesimo anno d’attività e vuole ricordare Giancarlo Nanni – fondatore e anima della compagnia, scomparso nel 2010 – con la riproposizione di uno degli spettacoli che meglio rappresentano la cifra stilistica e poetica del regista italo-greco. La versione riproposta, che vedrà in scena quasi l’intero cast originale, incarna il concetto di teatro-immagine di cui Nanni fu pioniere negli anni sessanta e nel quale la pittura performativa, e di dimensioni colossali, sconfinava dalla tela tracimando nel circostante spazio scenico e coinvolgendo emotivamente lo spettatore.

Italo Interesse


Pubblicato il 23 Ottobre 2018

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