Cultura e Spettacoli

Una folata di entusiasmante vento musicale rapisce il pubblico della Vallisa

Tra Rota, Martinu e Mendelssohn

“Non esiste una musica alta e una bassa, la musica è una sola e ha vari gradi di espressività.” Così ha descritto Nino Rota il suo modo di sentire la musica, impressione che emerge prontamente ascoltando la varietà espressiva e la complessità di una delle sue più avanzate e personali creazioni cameristiche. Il suo Trio presenta una scrittura pianistica d’irresistibile slancio ritmico, una folata di vento entusiastica che tre giovani strumentisti di raro talento hanno saputo interpretare magistralmente in un concerto alla Vallisa lo scorso lunedì 5 febbraio, incantando un pubblico numeroso ed attento, nell’ambito della stagione Cameristica 2024. Vincitori di importanti concorsi internazionali e già lanciati verso una brillante carriera, si sono esibiti il flautista Alberto Navarra, il violoncellista Marco Mauro Moruzzi e il pianista Federico Pulina. Nel corso della serata eseguiti anche il Trio H 300 dell’eclettico compositore filo-francese Martinu, in cui lo spirito vivace mette in luce le inconfondibili radici ceche, e il Trio op 49 di Mendelssohn, che riflette quel profondo equilibrio interiore che rappresentava una costante della personalità del musicista di Amburgo.” Ognuno di noi sa bene quanto Mendelssohn sia stato importante per il recupero del repertorio di Bach, in particolare in quest’opera, che definirei quasi subliminale per alcuni riferimenti topici, come il fa del secondo movimento che unisce spiritualmente e fisicamente tutti e tre gli strumenti in una sola anima, una sorta di ripresa del passato che si proietta verso il futuro. La cosa più difficile è stata cercare di conferire il carattere giusto ad ognuna di queste opere. Si tratta di tre autori accomunati dalla pregnanza ritmica della loro musica e dalla passionalità che sanno trasmettere.” Spiega il pianista Federico Pulina. Il violoncellista Marco Mauro Moruzzi sottolinea invece l’importanza della varietà cromatica di tutto il concerto: “Abbiamo subito raggiunto un’ottima intesa, cercando di trovare il modo migliore per veicolare il messaggio di queste tre splendide opere per trio, diverse tra loro ma accomunate dall’entusiasmo e dal brio che sanno veicolare, senza far mancare però anche momenti di introspezione e nostalgia. Trovo molto accattivante la presenza del  flauto per un pubblico che si trova dinanzi a tre strumenti completamente diversi tra loro, che però insieme riescono a dare ognuno il proprio contributo per esprimersi al meglio. L’apporto del mio violoncello, come strumento ad arco in materiale del tutto naturale, è molto interessante per le sue tonalità grezze, che conferiscono carattere e bellezza all’esecuzione. Diciamo una via di mezzo tra gli altri due strumenti.” Straordinaria la partecipazione del pubblico, specialmente dopo l’esecuzione delle musiche di Nino Rota, uno dei musicisti più amati e conosciuti in Puglia.” È la mia prima volta Bari e ne sono entusiasta. Il flauto è uno strumento spesso poco considerato nell’ambito della musica da camera, in questo particolare contesto invece ha l’occasione di dimostrare le sue spettacolari potenzialità espressive. Il programma di questa sera è molto appassionante per i vari registri stilistici in cui si articola, molto coinvolgente il dialogo tra gli strumenti che si viene a creare nella musica di Rota, con quel pizzico di grottesco che forse ricorda alcuni film per i quali ha prestato la sua opera. Il carattere un po’ noir della musica di Martinu, e una versione molto ‘challenging’ di un’opera di Mendelssohn, che fu arrangiata dallo stesso autore da una versione originale per violino, cello e pianoforte”, conclude il flautista Alberto Navarra.

Rossella Cea

 


Pubblicato il 7 Febbraio 2024

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