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“Una gara equilibratissima… se non ci fosse Lukaku”

Due big parlano al Quotidiano di Italia- Belgio di questa sera. Abbiamo intervistato contattandoli per telefono, Fabio Capello, allenatore che non ha bisogno di alcuna presentazione, e Marino Bartoletti, giornalista sportivo di razza, autore di un ottimo libro, La cena degli Dei. Partiamo da Fabio Capello, commentatore Sky.

Capello, che partita sarà?

“Ovviamente molto difficile. Il Belgio è una squadra forte, robusta e direi tecnica. Bisogna vedere come e se recuperano appieno i loro acciaccati. Questo potrebbe fare la differenza verso di noi”.

Gli azzurri, che idea le hanno dato?

“Di una squadra competitiva, che gioca bene e corre. Atleticamente pimpante. Sicuramente con l’ Austria la Nazionale ha accusato qualche problema nel secondo tempo, però non dobbiamo mai dimenticare i meriti dell’ avversario, e gli austriaci ci hanno chiuso bene”.

Nel Belgio davanti ci sta un… armadio dal nome Romelu Lukaku. Come lo bloccherebbe?

“Mancini sa il fatto suo. Innegabilmente è tosto, lo conosciamo tutti. Penso che occorre tenerlo stretto e non fargli prendere velocità. Quando parte in campo libero, per la sua possanza atletica, non lo fermi. Vietato distrarsi su di lui”.

Pronostico?

“Non lo faccio”.

Ed ecco Marino Bartoletti, un grande del giornalismo sportivo.

Bartoletti, che gara sarà Italia – Belgio?

“Se non ci fosse quell’ omone nel Belgio che si chiama Lukaku, equilibratissima. Ma a mio avviso quando lo affronti parti sempre da uno a zero per gli altri. Un grande centravanti da sorvegliare a vista, senza distrazioni, magari facendogli capire subito che aria tira. Proibita ogni distrazione e soprattutto bisogna evitare che prenda slancio in azione, diventa devastante e non lo fermi, per il suo peso e la tecnica”.

Le panchine lunghe?

“Certo, i cambi possono aiutare e risolvere tutto. Lo abbiamo visto con l’Austria. In questa ottica siamo pari”.

Antonio Cassano in una intervista ha duramente criticato gli azzurri dicendo che se hanno sofferto con l’Austria, figurarsi col Belgio e ha sostenuto che giochiamo male.

“Vi è libertà di espressione. Peccato che Cassano abbia avuto modo di esprimersi calcisticamente in Nazionale e non lo abbia fatto”.

Da poco ha scritto un ottimo libro La cena degli Dei. Perché?

“Ho voluto cimentarmi da scrittore a settanta anni. Felice di una bella critica e di essere finalista al Bancarella”.

Lei è un celebre critico musicale. Che canzone dedica agli azzurri?

“Si può dare di più, Festival del 77”.

Bruno Volpe

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