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“Una grande persona, positiva e gioviale, un uomo buono”

“Cavallari? Una Ferrari quando tutti circolavano con la Punto”: lapidaria, ma efficace, la definizione su Cicci Cavallari, scomparso qualche giorno fa a Santo Domingo, della sua memoria storica, il dottor Antonio Perruggini.

Dottor Perruggini, lei lo ha conosciuto, una vita con Cavallari. Chi era?

“Una grande persona, positiva e gioviale, un uomo buono. Era anche troppo avanti come imprenditore rispetto al suo tempo. Faccio questo paragone: una Ferrari rispetto a chi circolava con la Punto”.

Avrà avuto pure un torto…

“Mentre gli altri imputati hanno accettato un processo rivelatosi poi infondato, infatti sono stati assolti, lui ha patteggiato. O meglio, vi è stato costretto e ha pagato per tutti”.

Che idea se n’è fatto?

“Quella di una persona irripetibile, uomo ottimista, positivo, sapeva risolvere col sorriso e la capacità i problemi più seri”.

Per riabilitarne l’immagine (una costante che si ripete nel tempo, come in parte è accaduto con Craxi) che fare?

“Aspettare i tempi della giustizia e la revisione del processo”.

Chiederete alle istituzioni qualche atto concreto?

“Se lei pensa ad esempio alla intitolazione di una via o piazza, è forse una idea. Proverò a sollecitarlo alle istituzioni, ma in ogni caso bisogna valutare quello che pensa e sostiene la famiglia”.

Dottor Perruggini, lei è anche competente (forse il più serio ed autorevole) di rsa e in particolare presidente di Welfare a Levante, che raggruppa oltre cento gestori di rsa. Che cosa sta accadendo in queste strutture con la pandemia?

“Sono state abbandonate dalla Regione che ad oggi non ha fornito i giusti ristori e neanche il personale adeguato. Noi vogliamo i ristori, e naturalmente orientamento normativo e tecnologie”.

Anziani, non è preferibile farli stare in casa?

“Anche io ritengo che sia bene che l’anziano invecchi nel suo ambiente, tra i suoi affetti. Però ci sono casi nei quali non è possibile. E allora è giusto che le rsa siano sicure, professionali e ben assistite, con ristori adeguati, mai abbandonate a sé stesse. Noi non siamo dei lazzaretti. Talvolta i media ci trattano e dipingono in modo intollerabile facendoci scontare colpe non nostre”.

Bruno Volpe

 

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1 Comment

  1. franco ha detto:

    sono il marito di una ex dipendente delle CCR quando il Sig.Cavallari con un semplice imput la assunse in toto -come faceva per numerosi altri dipendenti- e che NON dimenticherà mai e poi mai la gioia di quella prima assunzione(giovanissima) che ne cambiò la vita.- come tutti coloro che hanno avuto il bene-dico il beneficio- di essere assunti(certamente portatori di professionalità es:diploma di caposala ecc ecc) nessuno ha mai avuto screzi o similia con il Sig.Cavallari anzi sempre più disponibile ed affabile-un datore di lavoro di una volta.- GRAZIE per tutto e spero vivamente(anzi speriamo) che tutto quello che Gli è stato sottratto ad iniziare dall DIGNITA’ venga riconosciuto in toto.- Per le istituzioni sarà uno smacco ad iniziare dall’immobile dove erano posizionati gli uffici direttivi che adesso sono “occupati” dalG.D.F. non veod l’ra del redde rationem per tutti….come per qelli adesso occupati da ALTRI …..spero chi i figli difendano il loro PADRE sino in fondo

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