“Una legge fatta male e anche pericolosa per le sue conseguenze”
Il professor Aldo Loiodice boccia l'attuale legge sull’autonomia differenziata e invita il governo a rivederla

“Una legge fatta male ed anche pericolosa per le sue conseguenze”: il noto ed affermato docente di diritto costituzionale alla Aldo Moro di Bari e celebre amministrativista professor Aldo Loiodice, boccia l’attuale legge sulla autonomia differenziata e invita il governo a rivederla, in fretta.
Professor Loiodice. Partiamo dall’ inizio. L’ Italia accetta il regionalismo, ma si fonda sul principio unitario…
“Certamente sì. Il regionalismo, al quale io non sono contrario, è una cosa buona, ma se fatto con garbo e misura, rispettando comunque quella che è la unitarietà dello Stato. Del resto, la Costituzione parla chiaro e disegna un Paese unitario e indivisibile. Dunque, fatto salvo il regionalismo, il valore principale è e resta l’unità nazionale”.
E allora, il regionalismo?
“Lo ripeto, è buono, tuttavia va applicato con criterio e prudenza, senza arrivare a situazioni che discriminino di fatto i cittadini nei servizi e nelle prestazioni e soprattutto che non si metta a rischio quella che è la unità del Paese. Del resto la Costituzione per alcune regioni già ammette una certa autonomia differenziata e parlo dell’art. 116 ed esistono le regioni a statuto speciale. Pertanto a ben vedere un abbozzo di autonomia esiste e non vedo la necessità di insistere oltre”.
E allora perchè questa nuova legge?
“Non vorrei essere maligno o malevolo, ma perchè questo giova al nord e non è un caso che la Legge ne faccia questione di bandiera. Penso che tutto sommato anche la Meloni sia in difficoltà. I costituzionalisti attualmente sono in rivolta e hanno ragione. Possiamo affermare serenamente che questa legge è fatta male, non è una valutazione politica, ma tecnica”.
Quali le conseguenze?
“Segnalo che il professor Sabino Cassese con un disinvolto colpo di spugna, ha ridotto i Lea, livelli di assistenza da 241 a 141. Sinceramente non capisco la ragione, per essere buoni dico che ha preso una svista e mi fermo qui. Ma altri docenti di diritto costituzionale, penso a Tondi della Mura, De Leonardis e potrei citarne altri, sono fieramente contrari. Succederà che il gettito fiscale, che pagano anche i nostri figli che sono al nord, sarà molto più elevato nelle regioni del nord e siccome i servizi sono finanziati da esso, ovvio che al nord avranno una sanità migliore, istruzione anche, idem per le infrastrutture. Nella sanità questo già accade, ma si accentuerà e sottolineo che tutti gli italiani hanno diritto allo stesso livello di cure e copertura farmaceutica, da Agrigento a Milano”.
Vede un rischio di incostituzionalità?
“Il rischio esiste, ma concretamente e pragmaticamente dobbiamo fare in modo che non sia approvata. Ovviamente si può proporre il referendum abrogativo, tuttavia credo sia saggio evitare che passi. L’ incostituzionalità può consistere nella violazione art. 117 della Costituzione e art 3, principio di uguaglianza”
Un fatto politico?
“Mi auguro di no, del resto governatori di centro destra del sud sono contrari. Ritengo sia un caso di legge scritta male e che di fatto avvantaggia il nord. Oltretutto penso che abbia ragione il presidente della Confindustria Puglia, dottor Fontana quando dice che mette a rischio l’economia del sud, perchè da infrastrutture migliori, le imprese del nord saranno favorite a danno di quelle del sud, con una violazione del principio della parità di condizioni e concorrenza falsata”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 12 Luglio 2024



