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Una targa in ricordo di Florian Mesuti

Ieri, all’ingresso della stazione marittima di San Vito all’interno del porto di Bari, il sindaco del capoluogo pugliese Antonio Decaro ha scoperto la targa dedicata a Florian Mesuti, il ventiquattrenne albanese ucciso barbaramente il 29 agosto 2014 dopo aver cercato di difendere una madre e suo figlio dall’aggressione di un gruppo di ragazzi nel quartiere Liberta’. Alla cerimonia, promossa dal Comune di Bari in collaborazione con l’associazione Libera Bari, hanno partecipato il vice sindaco di Durazzo Florian Tahiti, il prefetto di Durazzo Roland Nasto, la console generale di Albania a Bari Gentiana Mburimi e il presidente dell’autorita’ portuale Ugo Patroni Griffi. La targa, composta dall’intellettuale albanese Piro Milkani, riporta il testo in albanese e italiano in un luogo di approdo e partenza tra le due sponde dell’Adriatico. “Abbiamo voluto affiggere questa targa, qui, nel porto, dove Flori ha incontrato per la prima volta la nostra citta’ –  ha sottolineato il sindaco Decaro – perche’ qui, su questa banchina, dove sono sbarcati i sogni e le gambe di migliaia di giovani anime come Flori, noi vogliamo lasciare una traccia di umanita’. Al mare, lo stesso mare che ha condotto Flori nella nostra terra, lo stesso mare che per secoli ha segnato il destino della nostra citta’, noi affidiamo il ricordo di una giovane vittima morta per mano mafiosa. Perche’ per questa citta’ il mare ha sempre rappresentato un ponte, un amico, una ricchezza, un lavoro, una possibilita’ di crescita, un anello di congiunzione tra culture differenti. Le stesse cose che per Flori rappresentavano l’Italia e Bari.  Con lui e la sua famiglia, in quel lontano agosto di 6 anni fa, presi un impegno – ha ricordato ancora il sindaco di Bari – La mia citta’ non avrebbe abbassato la testa dinnanzi a quella morte e mai piu’ avrebbe abbassato la testa davanti alle mafie. In questi anni, come sindaco, insieme a tanti cittadini, associazioni, imprenditori e a tanti ragazzi, abbiamo cercato di mantenere questo impegno e continueremo a farlo ogni giorno che verra’, perche’ mai si dica che Flori Mesuti e tutte le altre vittime innocenti di mafia uccise a Bari, non hanno avuto giustizia. Non solo la giustizia dei tribunali sancita dalla nostra Costituzione, ma la giustizia che scaturisce dal ricordo, dall’esempio, dal riscatto e dalla denuncia. Quella giustizia derivante da quel gesto coraggioso e amorevole che lo porto’ ingiustamente incontro alla morte per mano di delinquenti. Quella giustizia – ha concluso –  su cui si fonda una comunita’ giusta, la stessa comunita’ in cui Flori avrebbe voluto vivere con la sua Matilda”.

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