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Un’altra scena di ordinario degrado. Siringhe in pieno centro a Bari

Ore 10 di ieri.  Siamo in compagnia del nostro fotografo quando all’inizio del primo isolato di via Cairoli, proprio di fronte  ai nuovi giardini dell’università, nel cuore del centro murattiano , veniamo fermati da una giovane signora  che dopo aver notato la macchina fotografica si avvicina e ci invita ad immortale  un oggetto lasciato per terra in bella mostra  sotto il marciapiede. Si trattava di una siringa di quelle usate dai tossicodipendenti per iniettarsi  quel devastante veleno  che distrugge corpo e spirito che ha un lugubre  nome: eroina. ” Non è possibile assistere a spettacoli del genere” –  ci racconta la donna -“sono qui con la mia bambina di pochi anni e non è la prima volta che vedo simili  schifezze ,ho visto siringhe pure nelle aiuole del giardini di piazza Cesare Battisti. Ma dove sono i netturbini?  Perchè nessuno pulisce?  Io sono barese ma da questa città vorrei fuggire il prima possibile.” E come dare torto alla giovane madre  visto che oltre  alla siringa ,nella predetta via,  sui lati di entrambi i marciapiedi erano presente rifiuti  di ogni genere? Il problema, però, oltre che igienico è soprattutto di emergenza sociale; la presenza di siringhe anche nel pieno centro di Bari potrebbe testimoniare  un  fatto  oltremodo allarmante e cioè che in città è ritornata a circolare l’eroina, una droga  che annichilisce chi l’assume,proprio come negli anni  ’80. E che questo stupefacente potrebbe, purtroppo ,essere tornato in voga lo testimonia tra l’altro l’arresto effettuato un paio di giorni fa dai Carabinieri . A finire in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente è stato un 42enne di Bari, Carlo Coscia, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato sorpreso e bloccato in via Capruzzi dai militari del nucleo radiomobile del reparto operativo del comando provinciale di Bari mentre stava cedendo una dose di eroina contenuta in una siringa ad un coetaneo segnalato in seguito  alla competente autorità quale consumatore di droga. Il 42enne arrestato in flagranza di reato è stato relegato agli arresti domiciliari. Fin qui la cruda notizia ,intrisa di squallore e disperazione sociale. L’emergenza droga sia in città che in provincia purtroppo resta  in tutta la sua gravità. Cosa si sia fatto per tentare di arginare il fenomeno  da un punto di vista di politiche sociali rimane un a dogma .  Occorre invece rimarcare  il costante impegno profuso dalle forze dell’ordine  su questo fronte ,con decine e decine di arresti compiuti ai danni di pusher e con i consistenti sequestri di droga effettuati  negli ultimi tempi. Le politiche sociali, così come il tanto decantato welfare ,sembrano due entità impalpabili evocate  a destra e a manca dai politici   nazionali e locali soprattutto in vista delle elezioni. E proprio perchè  è tempo di competizioni elettorali non è il caso di scomodare i nostri  eletti dal popolo. Il nostro primo cittadino , ad esempio,particolarmente soddisfatto dopo l’approvazione  dell’istituzione del registro delle unioni civili, è proiettato verso mete più ambiziose , leggasi il massimo scranno regionale . A lui però vorremo rivolgere una domanda maliziosa: perchè tale civilissimo documento  è stato approvato in piena campagna elettorale e non prima? Giusto per curiosità. Oltre a Michele Emiliano anche  altri consiglieri ed assessori comunali sono impegnati per accaparrarsi l’ambito scranno  parlamentare, impresa per loro difficile al limite dell’impossibile. In tutto questo clima adrenalinico parlare ai nostri amministratori di emergenze sociale, recrudescenza di fenomeni criminali, disoccupazione  ( i baresi aspettano ancora i famigerati posti di lavoro promessi a migliaia) ,lotta alle tossicodipendenze significherebbe solo una cosa: essere mandati  a quel paese …sine ulla recriminazione.

 

Piero Ferrarese

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