Cultura e Spettacoli

“Uno dei più squisiti ingegni”

Quella di Fasano è una delle più belle piazze di Puglia. Di forma quadrangolare, Piazza Ignazio Ciaia si presenta avvolta da opere architettoniche di grande pregio : la Torre dell’Orologio, Palazzo Gaito, Palazzo Municipale, Palazzo Latorre e Chiesa di San Nicola. Al centro della piazza, inserito tra le chianche in calcare e rivolto verso il Palazzo Municipale – edificato rimaneggiando il preesistente castello del Balì, massima autorità cittadina quando la città nel Cinquecento fu feudo dei Cavalieri di Malta – è riprodotto lo stemma cittadino (vedi immagine). Piazza Ciaia merita una visita. E ricordarlo oggi ha maggior valore, ricorrendo il 252esimo anniversario della nascita di Ignazio Ciaia, uno dei più illustri fasanesi “una delle più belle anime e uno dei più squisiti ingegni di quella generazione” (Benedetto Croce). Fu il Ciaia il tipico rappresentante di quella classe colta, di provenienza aristocratica o borghese, che si illuse di poter realizzare sulla scia della rivoluzione francese quel passaggio dal riformismo illuministico alla istituzione di liberi ordinamenti repubblicani, che avrebbe dovuto costituire lo scopo finale della rivoluzione napoletana del 1799. Nel quadro drammatico e contraddittorio di un esperimento repubblicano limitato alla sola capitale, mentre le province erano devastate dall’anarchia, la sua figura, con la coraggiosa affermazione dei valori della libertà che ispirarono le sue poesie e la sua azione politica, si colloca e con forte rilievo in quel generoso tentativo, che non diede risultati concreti, ma che valse a creare una tradizione di patriottismo liberale nel Mezzogiorno d’Italia. Ignazio Ciaia pagò a carissimo prezzo questa coerenza entusiasta, pubblica e irriducibile : Il 29 ottobre 1799, nel cortile del Castello del Carmine, salì sulla forza insieme ad altri martiri della reazione scatenata dal restaurato Borbone (Mario Pagano, Domenico Cirillo e Giorgio Pigliacelli). E pensare che Ciaia avrebbe potuto facilmente scansare l’impiccagione : Passato dal Comitato Centrale alla Commissione Esecutiva, Ignazio Ciaia si adoperò per la difesa di Napoli che, dopo la partenza dei Francesi l’11 giugno 1799, era assediata dalle truppe borboniche rinforzate dai ‘lazzari’ scatenati dal cardinale Ruffo. Una resistenza però senza speranze. Il 19 giugno, ottenuta promessa di libertà a seguito delle trattative condotte dal cardinale Ruffo, avvenne la capitolazione. I patrioti, e tra essi era il Ciaia, si imbarcarono sulle navi da trasporto della flotta inglese per essere espatriati in Francia; ma poi il Nelson, su, pressioni della corte napoletana, non mantenne i patti, per cui nei giorni successivi Ignazio Ciaia ed altri furono fatti sbarcare e consegnati alla Gendarmeria borbonica.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 27 Giugno 2018

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