Cronaca

Va in scena il paradosso…l’Udc contro l’Udc

Non c’è pace nel partito, o meglio in quel che è rimasto, dell’Udc dopo le politiche dello scorso febbraio. Infatti, i centristi di Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa in Puglia, ed a Bari in particolare, sono ormai ridotti al lumicino in termini di seguito elettorale, ma anche di presenza politica ed organizzativa sul territorio, però gli esponenti pugliesi più rappresentativi dello scudo crociato, il coordinatore regionale, Salvatore Ruggeri, e l’unico parlamentare pugliese del partito, Angelo Cera, continuano imperterriti a diramare comunicati in cui si parla dell’Udc come se fosse ancora forza politica viva e vegeta, negando così persino l’evidenza sull’effettiva situazione in cui si trova il partito, a seguito dei clamorosi errori di gestione commessi negli ultimi anni proprio dal suo principale esponente nazionale, Casini per l’appunto. Infatti, con un recente comunicato diffuso a nome dello stesso coordinatore, del capogruppo alla Regione, Salvatore Negro, e di tutti i segretari provinciali pugliesi, nel ribadire che “l’Udc è vivo e vitale”, si è reso noto che “Nessuna decisione di sciogliere il partito è stata adottata dagli organi nazionali” nell’ultima seduta del Consiglio nazionale del partito, svoltasi lo scorso venerdì a Roma. Inoltre, gli stessi responsabili locali dello scudo crociato “Si dicono sconcertati per le maldestre e infondate notizie che vengono diffuse con il chiaro obiettivo di creare confusione tra i nostri amministratori, dirigenti e corpo elettorale” e comunicano che “Il Consiglio Nazionale ha stabilito che l’assise congressuale si terrà entro la fine del mese di gennaio 2014, e sarà la sola sede deputata a definire il percorso che l’Udc intende portare avanti”. Continuando nella lettura della nota si riscontra che, secondo i responsabili regionali e provinciali pugliesi del partito, “l’Udc, sino a prova contraria, è il solo partito che mantiene integra la sua struttura organizzativa, radicata sul territorio, con tutta la sua classe dirigente”. E seguendo la nota alla lettera si riporta: “Il nostro non è un partito di cartone né un partito padronale, poiché la sua forza deriva da un patrimonio di idee e valori che affonda le sue radici nella tradizione democratico-cristiana e nel popolarismo sturziano”. Ma non è soltanto il contenuto del comunicato in questione ad evidenziare il distacco tra quanto dichiarato e la situazione reale in cui versa l’Udc in Puglia. Infatti, anche i non addetti a lavori si rendono conto ormai che si tratta solo di affermazioni enfatiche, prive di riscontri concreti, che la dirigenza pugliese del partito continua a diffondere, per mascherare verosimilmente l’effettiva situazione in cui lo scudo crociato è stato portato da una classe dirigente inadeguata alla salvaguardia di obiettivi politici di carattere strategico e generale del partito, ma evidentemente propensa solo ad accaparrarsi, od a tutelare, posizioni personali di potere, con l’illusione di poter mantenere indefinitamente rendite di posizione rivenienti dalla conservazione del tradizionale simbolo dello scudo crociato, noto marchio identificativo della vecchia Democrazia cristiana e, quindi, del patrimonio ideale e di valori politici rappresentati da quel partito, uscito definitivamente dalla scena politica italiana nel 1993. Però, nell’Udc pugliese evidentemente c’è pure qualche autorevole esponente di vertice, come il deputato Cera, che si è accorto delle secche su cui è finito il partito nato sulle ceneri della vecchia Dc e, piuttosto che rimettersi ai comunicati ufficiali ed alle dichiarazioni collettive del partito, preferisce affidare ad un proprio comunicato le sue considerazioni sulla situazione politica del partito. Infatti, è lo stesso Cera che ha rilasciato alcune dichiarazioni sicuramente meno enfatiche di quelle comunicate dal coordinatore regionale del partito e probabilmente pure più rispondenti alla realtà attuale dell’Udc. Infatti, Cera realisticamente rileva: “Raccolgo gli appelli preoccupati e gli interrogativi degli amici del partito sul territorio che rappresento”. E, continuando, nella stessa nota si chiede: “osa sta succedendo, cosa ne è stato e cosa ne sarà dell’Unione Democratica di Centro?” Ed è lo stesso Cera a dare la risposta a questo interrogativo: “E’ chiaro che questo senso di disorientamento e di confusione è stato indotto dall’atteggiamento del senatore Casini nell’ultimo fine settimana. U n atteggiamento non diverso da quello dei mesi precedenti che, a mio avviso, mina all’esistenza stessa del partito”. Poi, il parlamentare pugliese dello scudo crociato espone  nel comunicato il proprio punto di vista su quella che potrebbe essere una possibile via di fuga per uscire dalla crisi di consensi e di linea politica in cui è finito il partito, dopo che sono stati sacrificati gli interessi collettivi a quelli dei singoli. E l’unica via per Cera è la rapida celebrazione del congresso nazionale. Un congresso che, come è noto, dallo scorso aprile è stato rinviato ben tre volte ed ultimamente è stato rinviato a fine gennaio del 2014 senza neppure aver fissato la data precisa. E questo fatto la dice lunga su qual è la reale situazione interna  all’Udc.

 

     

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 28 Novembre 2013

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