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Vaccinazione per i volontari della Protezione civile, un po’ di pazienza

Non era difficile prevedere che con la partenza delle vaccinazioni anticovid, gli assembramenti per saltare la coda e farsi iniettare il prezioso liquido sarebbero stati innumerevoli, dappertutto. Per non parlare delle categorie, a parte medici, infermieri e anziani, che sarebbero bisognose di farlo subito, il vaccino. Quando, insomma, lo faranno agenti di polizia o vigili urbani, a stretto contatto anche loro con i cittadini, o gli impiegati addetti allo sportello? La corsa è iniziata, senza parlare di parenti e amici dei potenti che la famosa coda, cercano di saltarla anche loro. “C’è una categoria di cittadini che è ad alto rischio di contagio e che dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter usufruire della vaccinazione anti-Covid già in questa prima fase. Penso, in particolare, alle migliaia di volontari della protezione civile e delle tante associazioni che fanno parte degli equipaggi delle ambulanze, che trasportano nelle strutture sanitarie pazienti dializzati o che effettuano consegne a domicilio di farmaci o alimenti a pazienti affetti da Covid-19”, si è fatto avanti con una nota Peppino Longo, consigliere regionale della lista “Con-Emiliano” e presidente del movimento Realtà pugliese. “Mi rendo perfettamente conto – ha spiegato Longo – che le dosi sono poche e, in questa fase, riservate soprattutto agli operatori sanitari ma non sarebbe male se si creasse una ‘lista di riserva’. Si potrebbe attingere da questo elenco, infatti, qualora ci fossero delle rinunce, proprio come è accaduto già in alcuni casi. Quelle dosi, quindi, andrebbero destinate ai volontari che potrebbero continuare ad operare con maggiore tranquillità. Dallo scoppio della pandemia – prosegue il consigliere regionale Longo – questi cittadini non hanno risparmiato una sola goccia di sudore, hanno lavorato (e continuano a farlo) fino allo stremo ed, in alcuni casi, hanno anche dato la vita pur di servire la collettività”. “Il lavoro che la Regione Puglia sta facendo in materia Covid è straordinario, il governatore Emiliano sta lavorando senza sosta mettendosi, in alcuni casi, anche contro il governo nazionale. Aggiungere questa ulteriore nota di merito sarebbe l’ennesimo esempio di attenzione nei confronti dei pugliesi. E nei confronti dei volontari – la conclusione di Longo – sarebbe, invece, un segno di riconoscenza per la grande opera che svolgono quotidianamente”. E così, mentre la vaccinazione anti-Covid procede, seppur con qualche intoppo, tutti o quasi hanno una ragione valida per farsi il vaccino. O pelomeno sembrano averla. Ed è proprio in questi momenti che i governi dovrebbero inviare segnali chiari di trasparenza e organizzazione, stringendo ancor più le maglie dei controlli anti-Covid sul fronte, appunto, delle vaccinazioni. E l’anno scorso il Governo ha studiato e diviso in ‘step’ l’intervento per vaccinare tutta la popolazione, tenendo presente, però, di pari passo l’arrivo di dosi vaccinali necessarie: considerando che per una piena immunizzazione occorrerà sottoporre ogni persona a due di queste, con un intervallo almeno di tre settimane, ci vorranno parecchi mesi per completare l’operazione. Dal momento che a partire dal 28 dicembre l’Italia riceverà 470mila dosi alla settimana, servirà all’incirca un mese per completare i primi passaggi obbligatori. Dopodiché si potrà progredire vaccinando innanzitutto gli anziani con più di 80 anni (quasi 4.5 milioni). Considerando il numero doppio rispetto a quello dei primi vaccinati, si stima che questa fase possa concludersi durante la primavera. A seguire, come indicato nel piano strategico, sarà il turno delle persone di età compresa tra 60 e 79 anni (13.5 milioni) e degli italiani affetti almeno da una malattia cronica (7.5 milioni). E poi, via via, di tutti gli altri: con priorità per il personale scolastico e le forze dell’ordine. Il ministero della Salute, come detto, ha individuato quattro fasi della campagna vaccinale, ma non ha indicato i tempi. Questi potranno variare in base alla disponibilità dei vaccini e al numero di operatori sanitari impegnati e dunque i volontari della protezione civile pugliese possono mettersi anche loro pazientemente in coda e aspettare il turno…

 

 

Antonio De Luigi

 

 

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