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Vaccini, terze dosi, richiami e under 12

Vaccini, terze dosi, richiami e under 12. Ne parliamo abbondantemente in questa intervista con la nota virologa barese professoressa Danila De Vito

Come è la situazione attuale e possiamo parlare di situazione endemica del virus Covid?

“La situazione epidemiologica del Covid -19 è al  momento profondamente differente  rispetto al febbraio 2020 : a quel tempo  entrava a contatto con la nostra popolazione un virus sconosciuto appartenente alla famiglia dei Beta-Coronaviridae e con somiglianze  nelle sequenze geniche al SARS Virus , che  causò  la Sindrome Respiratoria acuta grave, con 8000 casi in tutto il mondo negli anni 2002 e 2003.Il virus , proveniente dal focolaio epidemico di Wuhan e poi denominato  SARS-CoV-2 ,  ha fatto il suo ingresso in Italia il 31 gennaio 2020, con i primi casi identificati  in una coppia di turisti cinesi. Questo virus è circolato per qualche mese in Europa ed è stato responsabile in Italia della prima ondata pandemica da marzo a maggio 2020 e di una seconda ondata pandemica da settembre a dicembre 2020, causata da una variante minore chiamata europea. Il ceppo virale cinese  è stato poi soppiantato da una variante maggiore , denominata Alfa , che proveniente  dal Regno Unito nel settembre 2020,  si è diffusa  velocemente in tutta la Europa causando la terza  ondata  pandemica .( dicembre 2020-maggio 2021).Nell’aprile di quest’anno il Regno Unito ,grazie al lavoro dei  suoi numerosi laboratori di genotipizzazione, comunica all’Europa la diffusione nella comunità  indiana non vaccinata e altamente rappresentata   nella provincia di Londra, di una nuova maggiore variante , denominata delta, dotata di maggiore trasmissibilità, diffusività ed anche pericolosità. Tale variante si diffonde in Italia tanto da rappresentare quasi il 100% dei ceppi isolati nella nostra popolazione già nel mese di luglio 2021. Il motivo per cui in Italia a partire da giugno 2021 non abbiamo assistito ad una ulteriore ondata pandemica lo si deve alle campagne di vaccinazione che, iniziate nel dicembre 2020, hanno portato nei mesi estivi ad immunizzare circa l’80% della popolazione over 12. L’aumento considerevole del numero dei casi, che ha raggiunto quota 277 su 100.000 abitanti in questi ultimi giorni in Paesi come la Germania e l’Austria, è legato sostanzialmente ad una copertura vaccinale fortemente incompleta in alcune province, alla recrudescenza stagionale di una forma virale che sta diventando endemica ed alla diffusione di una variante chiamata delta plus, costituita da un gruppo di virus caratterizzati da una parentela antigenica con la variante delta, ma differenti per alcune mutazioni che interessano la proteina spike. Altre ondate pandemiche potrebbero, quindi, essere generate dalla comparsa di nuove e maggiori varianti verso cui perderebbero di efficacia i vaccini finora utilizzati”.

 

Dose vaccinale di richiamo, chi deve farla?

 

“A causa della situazione epidemiologica descritta, a partire da metà settembre in Italia, come in tutti gli altri Paesi della UE, si è autorizzata la terza somministrazione ai pazienti immunocompromessi. Invece la somministrazione della dose richiamo, detta booster, è stata inizialmente autorizzata per gli over 80 ed il personale sanitario, successivamente per tutti gli over 60 ed i soggetti fragili di età anche inferiore , rispettando un lasso di tempo di sei mesi dal termine del ciclo vaccinale. Dal 1 dicembre la platea dei soggetti da sottoporre alla dose richiamo sarà ampliata alla fascia di età 40-60 anni. La necessità di una dose richiamo è legata essenzialmente alla riduzione di efficacia immunitaria del ciclo vaccinale di circa il 30%  a causa delle varianti in circolazione”.

 

I bambini under 12 devono vaccinarsi?

 

“La variante delta, al pari dei virus influenzali, colpisce anche le età infantili ed in Italia si sono avuti in due mesi 24mila casi nella fascia di età da 6 a 10 anni, se pur con sintomatologia non grave e per certi versi simile a quella della influenza. Negli Stati Uniti Pfizer e Moderna hanno portato a termine la sperimentazione in fase 3 anche nei bambini under 5 e i dati sono stati validati dalla FDA, per cui a breve anche gli enti regolatori europei ed italiani procederanno a promuovere la vaccinazione nei bambini under 12. La motivazione principale della vaccinazione proposta ai bambini è legata alla necessità di immunizzare almeno il 90% della popolazione generale, in modo da limitare la circolazione del virus e inibire la comparsa di nuove varianti verso cui i vaccini hanno perso l’efficacia evidenziata nei trial clinici. Si potrebbe raggiungere lo stesso scopo garantendo da una parte la vaccinazione agli abitanti dei paesi africani , oggetto di un vertice mondiale della salute tenutosi a Roma nel maggio 2021, dall’altra aumentando la produzione industriale dei vaccini attualmente sottoposti a brevetto  e accelerando la autorizzazione alla immissione in commercio di vaccini che stanno completando la terza fase del trial e che potrebbero essere utilizzati anche nei bambini molto piccoli”.

 

Quali precauzioni tenere a Natale?

 

“Non bisogna dimenticare che le misure generali di prevenzione devono essere sempre rispettate e che sarà prudente mantenere il distanziamento, il lavaggio delle mani e l’uso delle mascherine negli ambienti chiusi. Aggiungerei che andrebbero evitati i viaggi in tutti quei paesi in cui le campagne di vaccinazione sono state incomplete o non sono affatto iniziate”.

 

Bruno Volpe

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