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Valentini: “Bari non deve essere la succursale di Napoli”

A margine dell’ultima puntata di Barimania condotta da Beppe Magrone, ma dove anche noi come Quotidiano, abbiamo avuto modo di partecipare ogni volta ed interagire con i personaggi del mondo del calcio intervistati telefonicamente ed a questo giro è intervenuto un barese doc che vive a Roma da svariati anni per lavoro, ovvero il dott. Antonello Valentini, persona integerrima e dalle grandi doti comunicativo apprezzato nel panorama internazionale. Antonello Valentini nella Figc ha svolto 7 Mondiali e 6 Europei, oltre trecento partite da dirigente, prima nel ruolo di segretario generale, poi Capo Ufficio Stampa ed infine divenuto direttore generale della Federazione Giuoco Calcio Italia. Da sempre giornalista è tornato a collaborare per varie testate, in particolare per il Corriere della Sera, ma oltre ad essere un validissimo opinionista è tifosissimo del suo Bari ed è attaccato in modo viscerale.

Il suo attaccamento al Bari, nonostante la distanza è riuscito a seguirlo e che opinione si è fatto sulla famiglia De Laurentiis e la gestione del Bari?

Ho fatto l’abbonamento a Dazn dopo che De Laurentiis ha stretto accordi. L’ho seguito, certamente, il Bari per me rappresenta una seconda pelle. Fa sempre un certo effetto seguire il Bari anche se in D ed anzi aggiungo che quando mi hanno chiesto un parere, ho sempre sostenuto che la cosa più opportuna e più giusta era ricominciare dalla serie ‘D’ come dignità perché la squadra aveva bisogno di recuperare dignità perduta e credibilità nel panorama calcistico nazionale. Quanto avvenuto negli ultimi anni è stata una vergogna, non solo per l’arroganza specie dell’ultimo signore ma anche perché ci doveva essere qualcuno a controllare che certe persone non potevano operare nel calcio. Tuttavia, ci aspetta un campionato difficilissimo e non dimentichiamo che il Lecce ci ha impiegato sei anni per essere promosso in B. Pertanto servirà un progetto serio che significa investire in modo intelligente e puntare sui giovani e continuare con concretezza, senza lesinare dove c’è da spendere, se no non si andrà da nessuna parte.

Avendo frequentato per molti anni i Palazzi della Lega, qual è la situazione attuale, facendo anche un passo indietro?

Spero il presidente Nicola Gravina, anche lui pugliese, possa fare pulizia in C e B e dare una certa stabilità al calcio italiano. Abbiamo assistito negli ultimi tempi ad uno spettacolo indecente con penalizzazioni durante il campionato in corso, prima e dopo, a società che si sono ritirate in Lega Pro e decisioni di playout rimesse al Tar e potrei continuare. E’ ora di voltare pagina. Spero in Federazione si trovi la forza di superare una stagione nera, frutto di politiche non adeguate. Penso nello specifico all’ex presidente Tavecchio il quale non è stato all’altezza di raddrizzare le situazioni pregresse, anzi si sono aggravate ulteriormente nonostante dichiarò all’inizio del suo incarico: “Non ci sarà mai più un caso parma”, ed invece c’è stato il caso Palermo, il Foggia e tante altre situazioni deficitarie che abbiamo visto tutti come si sono sviluppate.

Il Bari di ieri con i Matarrese, oggi con i De Laurentiis è in buone mani?

Il mio attaccamento ai colori del Bari è forte e parte da lontano. Abbiamo il diritto da tifosi di avere una squadra all’altezza di un blasone ed una piazza come Bari. I De Laurentiis devono sapere che Bari non è una succursale di Napoli, sono due realtà distinte, affermate ma ognuna con la propria storia. Altrimenti si invocherebbe una brutta strada. Spero lo capisca, hanno i mezzi, le capacità e le strutture per poter fare bene anche a Bari, ovviamente vanno compiute scelte intelligente tecniche sul parco giocatori ed approfittando della regola che non ci sono più limiti di età. Non facendo una squadra di vecchietti, ma ripartendo dai giovani e puntando sul settore giovanile, senza dimenticarsi che il Bari ha vinto anche il Torneo di Viareggio sfornando vari campioni, un motivo in più per rivalutare e rigenerare un settore giovanile competitivo. Certamente la fine indegna di Giancaspro e di chi l’ha preceduto, hanno depauperato il settore giovanile del Bari, adesso bisogna ripartire dai giovani.

Si ricorda la partita dell’Olimpico a Roma con Francesco Totti protagonista e se la famiglia Matarrese possa rappresentare un esempio, per la nuova presidenza?

La partita dell’Olimpico? Assolutamente ero presente all’Olimpico, impossibile non dimenticarsi la presenza suggestiva di tantissimi baresi, la partita del capitano della Roma di allora, Totti, un grandissimo che ho abbracciato qualche giorno fa. Ma il Bari ogni volta che è salito in A ha fatto sempre la sua figura, ed io io anzi, appartengo ad un’altra generazione quella dei Magnanini, De Robertis, Florio, e l’altro giorno ho speso qualche ricordo per onorare la memoria del compianto Mario Mazzoni, un capitano di lungo corso del Bari negli anni Sessanta, artefice della risalita dalla D alla A, con diversi gol all’attivo, che ha avuto grandissimi allenatori come Rocco, Liedholm Gigi Radice. Oggi, in ogni caso, a Bari c’è una famiglia che capisce di calcio e che se non faranno una succursale di Napoli, raccoglieranno tantissime soddisfazioni, hanno infatti iniziato col piede giusto vincendo un campionato per nulla scontato”.

La scorsa estate prima che il Bari risorgesse dalle ceneri del fallimento è stato accostato anche il suo nome come dirigente o presidente della società barese, che c’è di vero?

La mia candidatura a Bari nell’estate scorsa si ne ho letto anche io, ma la verità è che non mi ha mai contattato nessuno. Sono rimasto al mio posto di tifoso del Bari. Da ragazzino andavo al Della Vittoria a tifare Bari. Resto comunque sempre a disposizione data la mia esperienza nel mondo del calcio, non avrei alcun problema ad interagire. Forza Bari sempre!

Marco Iusco

 

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