Sport

Valerio Di Cesare annuncia il suo ritiro da calciatore

Il nuovo ruolo dirigenziale sarà diramato dalla società nei prossimi giorni

Valerio Di Cesare si è presentato ieri in sala stampa per annunciare il suo ritiro dal calcio giocato. Una decisione sofferta, ma che sicuramente il capitano stava maturando da giorni. Durante la conferenza, Di Cesare ha riassunto la sua carriera a Bari, le sue emozioni e le sue prospettive future. Ha ringraziato il Presidente Luigi De Laurentiis per avergli dato la possibilità di vestire la maglia del Bari per 6 anni e per avergli concesso un futuro in società. Su quale sarà il suo reale ruolo nell’ambito societario, il capitano non si è espresso, demandando il tutto alla prossima conferenza, che a breve verrà annunciata, durante la quale ci sarà la presentazione del nuovo direttore sportivo e del nuovo allenatore.

Queste le parole di Valerio Di Cesare, per l’ultima volta da capitano biancorosso: “Ringrazio tutta la stampa qui presente. Questa è sicuramente la conferenza più difficile che faccio, da quando ho iniziato a giocare a calcio. Mi sono concesso una pausa per riflettere. L’affetto che mi è giunto dai tifosi mi ha messo in seria difficoltà. Ma sono qui per dirvi che la mia carriera da giocatore è arrivata al capolinea.  Se avessi ascoltato il bambino che è in me, probabilmente avrei giocato fino a 50 anni. Posso comunque ritenermi soddisfatto: la mia carriera si conclude a 41 anni e non è molto comune per un giocatore chiudere a quest’età. Sono contento di essere riuscito a coronare il mio sogno da bambino, quello di fare il calciatore. Il calcio è tutto per me, ma oggi si conclude una parte della mia vita”. La sala stampa ha applaudito il capitano e sono poi partite le domande.

“Qual è il tuo nuovo sogno, ora che il primo, quello relativo alla carriera calcistica, lo hai raggiunto ed archiviato?” “Innanzitutto, devo ringraziare il Presidente De Laurentiis che mi ha dato la possibilità di continuare con questa società per 6 anni. Al momento, non ho un sogno nel cassetto, ma degli obiettivi da raggiungere. Il mio obiettivo principale è quello di imparare e di migliorare nel nuovo ruolo che interpreterò. Inoltre, mi piacerebbe raggiungere l’obiettivo mancato da giocatore in qualità di dirigente: contribuire al sogno del Bari di raggiungere la A”.

“Come hai compreso che era giunto il momento giusto per terminare la carriera da calciatore?” “Il modo migliore per terminare la mia carriera sarebbe stato quello di terminare l’anno scorso, dopo aver disputato la finale playoff. Fisicamente sto bene, avrei potuto continuare, ma credo di poter essere più utile fuori che dento il campo. Ora arriverà un nuovo direttore e un nuovo allenatore. Vorrei lasciarli liberi di prendere le loro decisioni, senza doversi assumere il problema Di Cesare”.

“Quale sarà il nuovo ruolo di Di Cesare all’interno della società?” “Tra qualche giorno ci sarà una conferenza stampa in cui verrà presentato il nuovo direttore e verrà diramato il nuovo organigramma, e con esso il mio ruolo”.

“Teme di essere la figura professionale che dovrà fare da tramite con la stampa e con la tifoseria, mettendoci la faccia anche quando le cose non andranno per il verso giusto?” “Nella mia carriera mi sono sempre assunto le mie responsabilità. Ho deciso di intraprendere questa carriera perché ho parlato con il Presidente e so quali sono gli obiettivi che la società vuole raggiungere. Non ho timore di fungere da garante tra la società, la stampa e la tifoseria. Lo scorso anno abbiamo fatto tanti errori, ma bisogna ripartire con tanta positività. L’importate sarà far lavorare il nuovo direttore e il nuovo allenatore in un ambiente positivo”.

“Che ricordi ha del nuovo direttore sportivo Magalini” “Magalini è stato il mio direttore quando ero giovane, è un grande lavoratore, un uomo di campo”.

“Come si vede nel nuovo ruolo che dovrà interpretare?” “Sarà sicuramente tutto diverso. Sicuramente ci saranno momenti in cui soffrirò, ci saranno dei grandi cambiamenti e dovrò essere bravo a gestirli. Ma mi è stata data una grande possibilità e devo ringraziare per questo il Presidente. Ho tanta voglia di imparare e di iniziare un nuovo percorso”.

“Ha qualche rammarico?” “Non mi rimprovero nulla perché penso di aver dato tutto quello che avevo. Ho messo il Bari davanti a me, andando anche contro la stampa, ma l’ho fatto per il bene del Bari. Non avrei mai pensato di fare un percorso di questo genere a Bari. Dobbiamo ricordarci che non è stato sempre tutto rose e fiori. In alcuni momenti di difficoltà sono stato contestato e ho avuto anche la gente sotto casa, ma non ho mai mollato. Ho sempre voluto riportare questa società dove meritava di stare”.

“Quando è scattata la scintilla per il Bari?” “Penso che la scintilla sia scattata durante l’anno della promozione in B con Mister Mignani”.

“Quali sono i gol a cui è più legato?” “Quest’anno ne ho fatti diversi, ma i gol a cui sono più affezionato sono quelli con il Parma e la Ternana, nei playout, perché ci hanno permesso di salvare la categoria”.

“C’è un direttore sportivo a cui si ispira?” “Ho avuto tanti direttori sportivi bravi e non c’è nessuno in particolare a cui mi ispiro”.

Tess Lapedota

 


Pubblicato il 11 Giugno 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio