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Valerio Di Cesare: “Nessuna pressione, non abbiamo alibi e puntiamo al massimo”

Servirà essere perfetti, e non ci sono e sartanno alibi. La pressione non deve esserci per chi gioca a calcio a certi livelli ed il sottoscritto non ne ha mia parlato, chiarisco il concetto. Mi prendo sempre le mie responsabilità e continuerò a farlo ancora con il Bari” un passaggio della dichiarazione botta e risposta del capitano alla stampa nella giornata di sabato 17 luglio, alla vigilia della partenza per il Trentino dove inizierà ufficialmente il ritiro biancorosso. Ben 138 le presenze di Valerio Di Cesare, più qualcun’altra in Coppa Italia e tredici reti all’attivo, con il record personale suo di sette gol nella serie D, proprio quando l’ex Brescia e Parma, ha accettato di ritornare nel capoluogo barese. Il suo sogno quando è tornato era quello di riportare il Bari in A addirittura, ma poi si fa i calcoli con la realtà, il calcio giocato ed il Bari nelle ultime due stagioni di C, si è fermato prima ad un passo dalla B in finale, e nella stagione conclusa al Primo Turno Nazionale, collezionando una figuraccia contro il FeralpiSalò. Le risposte alle domande dei giornalisti del numero 6, fresco di rinnovo a cifre ridotte.

Cosa l’ha indotta al rinnovo?

“Ringrazio il presidente e le parole del direttore, fa parte del mio carattere. Ho scelto ancora Bari sapevo quando sono venuto in D che non sarebbe semplice. Il mio sogno era tornare in A, ma ci ritroviamo qua. Con il direttore dieci giorni fa parlammo una decina minuti, gli ho espresso il mio pensiero e abbiamo rinnovato. Accetto le decisioni del mister. Più degli altri bisogna arrivare all’obiettivo conta solo quello, non conta il noi. E Non l’io, non cin sono alibi, vogliamo la promozione senza fronzoli”. 

Ci sono state delle situazioni poco chiare nel corso del campionato anche extra campo. Vuole dire la sua? E quanto sente ed avere la responsabilità a 38 anni?

Ho sempre espresso il mio pensiero senza copioni, anche andando fuori dalle righe. Posso aver sbagliato. Abbiamo totalmente fallito in questi due anni, non ci sono stati problemi di spogliatoio questo ve lo garantisco. Noi abbiamo fallito sul campo, stop. A livello individuale non abbiamo espresso le qualità e non siamo stati compatti come avremmo dovuto. Con la Cavese e Viterbese ho parlato tranquillamente con i tifosi, e risposto, c’era anche il direttore.  Quello successo extra scampo mi è dispiaciuto ma non entro nel merito, di sicuro posso essere accusato di tutto ma a livello umano non mi si può dire nulla. Si c’era anche la mia famiglia, e miei bimbi si sono un po’ spaventati, ma è acqua passata. Guardiamo a questo campionato.

La lezione dello scorso anno

Il suo rapporto con la tifoseria e se non ci saranno strascichi.

Assolutamente positivo. Posso anche non piacere a tutti, e posso essermi sbagliato ad esprimermi qualche volta, le critiche fanno parte del gioco se accetti questo mestiere. Però il mio impegno, professionalità e fuori discussione e ribadisco la mia volontà di rimanere a Bari, non me lo sono fatto ripetere due volte e dopo dieci minuti di colloquio col direttore, abbiamo raggiunto immediatamente l’accordo sul rinnovo”.

Da un fallimento si può rinascere esattamente come avvenuto all’Italia di Mancini. Che ne pensa?

Assolutamente da un fallimento si può e deve imparare. Noi siamo pronti abbiamo già iniziato ad allenarci e tra poco saremo in ritiro. L’Italia ha fatto qualcosa di grande aveva tanta qualità, contrariamente a quanto qualcuno ha detto ed alla fine hanno vinto e divertendosi. Se si vuole vincere bisogna giocare e farlo bene”.

Sarà l’ultima stagione in biancorosso e poi un futuro da dirigente?

Quello che farò quando smetterò già lo so e mi piacerebbe restare anche in altre vesti. Ma sono concentrato sul presente e si chiama bari e da giocatore. Darò il massimo. Mi ispiro a Chiellini, lui è davvero un grande”.

Una battuta sul maestro Zeman che ha avuto nel 2004 ad Avellino? E se teme il Foggia come possibile candidata al titolo, dopo che quest’anno all’andata nel post gara e sconfitta, ci furono anche delle sue dichiarazioni che lasciarono qualche motivo di polemica. Il suo pensiero?

Zeman un grande, felice di ritrovarlo seppur da avversario. Sul Foggia come avversario, è troppo presto per dirlo ma vale per tutti. Sulle mie dichiarazioni, ho ribadito in quell’occasione da lei citata, che l’atteggiamento non era stato quello giusto e che sarebbe servito altro per vincere il campionato, tutto qua, nessuna polemica contro lo spogliatoio o altri. Io ci metto la faccia e continuerò sempre a farlo”.

Un’ultima battuta su mister Mignani e questo nuovo Bari che riparte dalla difesa a quattro.

Mi piace di primo acchito. La difesa a quattro l’ho sempre preferita, ripeto sono a disposizione del tecnico e della squadra. Tutti uniti verso un unico obiettivo”.  (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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