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Vandali con la v minuscola

I Vandali, il popolo che nel V secolo dopo Cristo dal centro Europa calò in rivolta sino alle sponde africane del Mediterraneo, si distinsero per la cura scellerata con cui ove possibile si scatenavano contro le espressioni culturali del mondo romano. Non capendo la Bellezza, o per meglio dire, percependo l’abisso che da essa li separava, reagivano alla frustrazione decapitando statue, demolendo monumenti, dando fuoco a templi. Sulla base più o meno delle stesse motivazioni, i loro moderni discendenti, quei balordi immeritevoli della maiuscola e che passano per ‘vandali’, indirizzano il loro impeto distruttivo verso quei beni di natura pubblica o altrui che non siano custoditi. Ma da qualche tempo i vandali sono tornati ad accanirsi contro le opere d’arte, manifestando particolare inclinazione per quei gesti che rivestano carattere sacrilego. Ha destato grande sensazione la settimana scorsa la distruzione di un fonte battesimale della chiesa di Baia Verde a Gallipoli ad opera di un turista diciannovenne (la bravata, ripresa dai giovinastri che accompagnavano il vandalo, ha fatto il giro del mondo sul web ; per fortuna proprio quest’altra impudenza ha consentito di risalire a colpevole e complici). L’episodio, che rientra nel generale degrado, si colloca con maggior precisione all’interno di un’ondata d’anticattolicesimo che da una ventina d’anni e con crescente violenza si sta abbattendo sull’Occidente. Fonti autorevoli enumerano fra Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Spagna, Germania e Italia – e relativamente al solo 2019 – oltre tremila ‘attacchi’. Obiettivo :  chiese, cimiteri e opere d’arte d’ispirazione cristiana. Gli autori delle profanazioni appartengono ad un coacervo popolato soprattutto da balordi. A infoltire i ranghi di questo miserando esercito sono anarchici, atei, laici radicali, musulmani integralisti e devoti del Male. Sicché a Vergini, Crocifissi, reliquie e pissidi, quando non sono oggetto di furto che sarebbe il meno, tocca patire fiamme, scritte oltraggiose, colpi di bastone, mutilazioni e altre indicibili aberrazioni. Sarebbero, questi, gesti classificabili come “crimini d’odio”, ma siccome è facile che i responsabili siano minori e siccome è ancora più facile far passare certe cose – quando commesse da maggiorenni – per il frutto di una mente disturbata, ecco il prezzo da pagare alla Giustizia farsi irrilevante. Parlavamo prima di aberrazioni indicibili. Anche la Puglia ha dovuto patirne: A novembre scorso un ladro introdottosi in una chiesa di Scorrano, dopo aver alleggerito la cassetta delle offerte, ha urinato sull’altare principale. – Nell’immagine, ‘Il sacco di Roma, olio su tela di Karl Pavlovic Brjulov (1799-1852).

Italo Interesse

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