Variazione di bilancio da 23 milioni, una “mancetta” anche per i Municipi
L'amministrazione Leccese pur di continuare a giustificare gli esosi e inutili costi dei politici presenti in istituti facoltativi dal 2010

Una manovra di variazione al bilancio previsionale comunale del 2025 da circa 23 milioni di euro di nuove spese che l’amministrazione Leccese potrà sostenere con il via libera del Consiglio comunale grazie ad un avanzo di gestione del 2024. Un tesoretto, questo, che il Comune di Bari ha potuto accumulare in base a fatti non prevedibili in sede di stesura del bilancio previsionale approvato, ma che l’amministrazione barese però non ha neppure ben chiarito grazie a quali poste di bilancio si siano liberate queste nuove risorse da destinare a nuove spese. Infatti, la relazione dell’assessore al Bilancio, Diego De Marzo, sull’assestamento si è concentrata soprattutto sul Capitolo delle nuove spese che, tra le poste più rilevanti, prevede: 3,6 milioni di euro per contributi alloggiativi da assicurare statisticamente ad almeno un paio di mila famiglie baresi in situazione di emergenza per le difficoltà a pagare il canone dell’alloggio occupato; 4 milioni di euro per l’acquisizione e realizzazione in emergenza di un’area a parcheggio a Santo Spirito; 2,2 milioni di euro per l’acquisizione a Ceglie del Campo dell’ex complesso immobiliare Rai di circa 120mila mq da destinare a rigenerazione urbana ed ambientale; circa 3 milioni di euro di incremento della spesa per il personale e 5,5 milioni di euro da destinare all’Amiu-Puglia in aggiunta ai 70 milioni già assegnati per il 2025. Diverse le voci di nuova assegnazione inferiori a 2 milioni di euro e tra queste è presente anche una “mancia” di 300 mila euro complessive per i cinque Municipi di decentramento barese. Ossia un’assegnazione di 60 mila euro uguale per tutti i cinque Municipi (quindi indipendentemente dalla consistenza territoriale e di popolazione di ciascuno di questi istituti di decentramento amministrativo), che si va ad aggiungere ai 95mila euro già assegnati in bilancio per il 2025. Insomma, pur di dare l’impressione che a Bari gli organi di decentramento comunale gestiscono “qualcosa”, l’amministrazione Leccese ha assegnato in via straordinaria ai Municipi l’ulteriore irrisoria cifra di 60mila euro per l’anno in corso. Una somma che i Consiglio di Municipio, a loro volta, useranno verosimilmente nel territorio di loro competenza quasi esclusivamente per erogare “mancette” da distribuire ad associazioni o comitati locali, vicini a questo o quel consigliere, per eventi già organizzati o da organizzare, il cui obbiettivo principale per l’amministrazione cittadina è probabilmente quello di ammorbare le comunità interessate per il malcontento che ormai esiste, soprattutto in periferia, sui costi degli organi politici di un inesistente decentramento comunale, che a Bari – come è noto – costano alle casse comunale mensilmente una cifra (tra costi indiretti e compensi erogati) che quasi pari a quella dell’intero Consiglio comunale. Infatti, la neo amministrazione Leccese – come si ricorderà – lo scorso ottobre ha ripristinato al massimo consentito i compensi ai presidenti e consiglieri di Municipio che dal 2024 il governo Meloni ha reso facoltativi e, quindi, con possibilità anche di calibrare detti emolumenti alle reali funzioni affidate a questi. Funzioni che – come è pure noto – a Bari sono praticamente inesistenti, tanto è vero che a fronte di una gestione autonoma di spesa complessiva di appena 155mila euro per l’anno 2025 (ossia i 95 mila assegnati in precedenza + 60 mila assegnati in via straordinaria con il recente assestamento di bilancio), i cinque Municipi baresi avranno un costo complessivo annuo dei politici in essi impegnati che mediamente si aggira intorno ai 600mila euro per ciascun di questi istituti comunali periferici, che sono comunque facoltativi non soltanto per gli emolumenti da assegnare ai politici che fanno parte, ma che dal 2010 sono addirittura facoltativi per la loro stessa esistenza in tutti i Comuni, come Bari, con popolazione superiore a 300mila abitanti. Pertanto, nel capoluogo pugliese la neo amministrazione cittadina, anziché pensare come utilizzare in maniera proficua almeno le risorse rivenienti dal tesoretto di un avanzo di gestione che il Comune di Bari si è ritrovato anche grazie alle aliquote applicate ai contribuenti baresi al massimo consentito per imposte e tasse, si è preoccupata di assegnare ai Municipi una piccolissima parte degli ulteriori 23 milioni di euro da spendere nel 2025, al sol fine probabilmente di continuare giustificare l’esistenza di politici per un praticamente inesistente decentramento amministrativo.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 31 Luglio 2025



