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Vendola e il Pd ai ferri corti: il centrosinistra pugliese verso l’autocombustione

L’accordo tra tutte le forze politiche del centrodestra barese, sul sostegno alla candidatura a sindaco dell’indipendente Domenico Di Paola, potrebbe essere in dirittura d’arrivo. Infatti, formalmente manca solo il “sì” del senatore Massimo Cassano, coordinatore regionale del gruppo degli “alfaniani”, ma quasi tutti gli altri principali esponenti baresi del gruppo di Ncd sono ormai conviti di dare il proprio appoggio elettorale al candidato del gruppo civico “Impegno civile” che da più di due mesi ha ottenuto già il via libera dell’ex ministro Raffaele Fitto e del presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli. E, quindi, il sostegno di Forza Italia e del Movimento politico Schittulli. Le principali forze del centrosinistra, invece, sono tutt’ora alle prese con la campagna elettorale delle primarie, che si svolgeranno il 23 febbraio prossimo, per la scelta del nome, tra Antonio Decaro, Giacomo Olivieri ed Elio Sannicandro, da candidare a successore del sindaco uscente Michele Emiliano. Scelta che, se tranne sorprese, dovrebbe ricadere sull’ex pupillo del socialista Alberto Tedesco, nonché ex assessore ed ora consulente di Emiliano per i problemi della mobilità nel capoluogo, ossia Decaro, eletto meno di un anno fa alla Camera, nella lista del Pd. Stando così i fatti, lo scenario politico locale del centrosinistra fino a lunedì sera sembra relativamente tranquillo, rispetto a quanto nelle scorse settimane si era verificato nel centrodestra sulla problematica del nome da condividere come candidato sindaco, alle prossime amministrative baresi. In realtà, poi, si è verificato che l’intervento di lunedì sera, ad una riunione del gruppo di via Capruzzi, del sindaco Emiliano, in veste di designato alla segreteria regionale del Pd, rischia di innescare un’autocombustione nelle fila del centrosinistra locale, rimettendo in discussione il quadro degli accordi già raggiunti all’interno della coalizione tra Pd e Sel, per le prossime amministrative in Puglia. Un’autocombustione, tra le forze del centrosinistra pugliese, che proprio su Bari potrebbe avere il focolaio più esplosivo con la radicale messa in discussione degli impegni già concordati tra Pd e Sel, per le amministrative baresi. Ma veniamo ai fatti. La riunione di lunedì scorso del  gruppo regionale Pd doveva servire a fare il punto sulla programmazione comunitaria 2014-2020 e sul sistema locale di trasporti. Invece, la seduta ha preso un’altra piega, a causa delle indiscrezioni trapelate sulla minaccia, paventata dal governatore Nichi Vendola, di togliere le deleghe agli assessori del Pd, dopo l’ultima critica del consigliere Fabiano Amati al “Piano anticorruzione” e alla lenta rotazione dei dirigenti. Ed il presidente, nonché segretario pugliese in pectore del Pd, Emiliano per l’appunto, ha subito approfittato di dette fibrillazioni nei rapporti del proprio partito con il governatore Vendola, per intimarli con un anno d’anticipo lo sfratto, a nome del Pd, dalla poltrona più alta della Regione. Una mossa certamente non gradita da Vendola e dal suo partito, Sel, sia per le modalità che per i tempi con cui è stata effettuata. Infatti, il sindaco Emiliano non ha usato mezzi termini nel comunicare a Vendola che il suo tempo politico alla Regione è finito ed il Pd non può che accompagnarlo nel declino. Ora, infatti, sempre secondo Emiliano “Occorre prepararsi, per fare bene la campagna elettorale del 2015”. Le primarie – ha inoltre dichiarato il sindaco uscente di Bari – dovrebbero tenersi a settembre o ottobre di quest’anno. Egli infatti ha tutto l’interesse a fare in fretta, per diventare lui, con congruo anticipo, il candidato ufficiale del centrosinistra alla guida della Regione. Ed Emiliano pare che già da tempo si sta preparando a muovere tutte le pedine che può. Finanche tentando di coinvolgere anticipatamente forze esterne al centrosinistra, come “I Popolari” di Mario Mauro e l’Udc di Pierferdinando Casini che si è di recente spostata sul fronte opposto. In definitiva, il Primo cittadino di Bari non è stato ancora effettivamente nominato segretario pugliese del Pd e già si è mosso con il tatto di un elefante, per  rivendicare al suo partito la guida della Regione ed a lui il ruolo di candidato guidatore. Però, la corsa per vincere il prossimo anno alla Regione, come insegna la storia politica pugliese degli ultimi vent’anni, dipenderà anche da cosa accadrà alle amministrative di fine maggio, per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco di Bari. Infatti, una riconferma del centrosinistra alla guida del Comune di Bari faciliterebbe di molto anche le possibilità di vittoria del centrosinistra alle regionali del prossimo anno. Ma a ben guardare, l’aver surriscaldato il clima politico nelle fila del centrosinistra locale alla vigilia delle amministrative baresi, come ha fatto Emiliano lunedì sera, non è certo un fatto positivo per chi aspira ad una vittoria a maggio prossimo  nel capoluogo, per poter poi vincere nel 2015 alla Regione. Ed il centrosinistra, a Bari, già prima delle recenti dichiarazioni di Emiliano sul governatore Vendola presentava delle sfilacciature per le prossime amministrative. Infatti, basta rilevare che dall’originario blocco di centrosinistra del 2009 provengono gli spezzoni di altre già annunciate candidature a sindaco, quali sono quelle di Lino Psculli, Desirèe Digeronimo e Luigi Paccione. Sarebbe sufficiente, infatti, che anche Sel di Vendola decidesse di divorziare dalla coalizione con il Pd, che la partita per il Comune di Bari sarebbe persa in partenza per il partito del sindaco uscente, nonché aspirante governatore pugliese. Ma i giochi sono solo  agli inizi e, come le vicende passata insegnano, tutto può accadere. Soprattutto perché anche sul fronte opposto a quello di Emiliano, quando si tratta di vittorie facile, le sorprese non mancano mai.   

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 12 Febbraio 2014

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