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Venti anni fa veniva eseguito al Policlinico di Bari il primo trapianto di cuore

Venti anni fa veniva eseguito al Policlinico di Bari il primo trapianto di cuore relativo a questo ospedale. Un traguardo storico. L’ intervento, assolutamente  delicato, venne eseguito dall’ equipe guidata con perizia dal professor Luigi Deluca Tupputi coadiuvato dal professor Nicola Marraudino. Non fu semplice. Il Quotidiano di Bari, per rievocare questa tappa tanto importante, ha intervistato il professor Luigi Deluca Tupputi.

Professor Deluca, ce ne parli…

“I tempi ormai sono lontani, considerata la velocità del progresso in questa materia. Comunque non fu agevole, anzi”.

Chi era il paziente?

” Un soggetto di sesso maschile in lista di attesa, ma ormai agli sgoccioli, aveva poche possibilità di sopravvivenza, era agli intensivi. Senza il trapianto sarebbe morto. Soffriva di una grave forma di cardiomiopatia dilatativa. Ci comunicarono che a breve si sarebbe avuta la disponibilità di un organo adatto a quel paziente”.

E allora?

” Quando ci fu la morte cerebrale del donatore seguimmo tutto il protocollo del caso, valutammo la compatibilità sia fisica che immunologica del cuore e procedemmo al trapianto”.

Un intervento complicato..

” L’ equipe tutta fu splendida. Direi che fu complicato maggiormente dal punto di vista organizzativo. Io ero avvezzo venendo dalla scuola di Napoli dove questi trapianti si effettuavano già. Ricordo che il decorso post operatorio fu eccellente e dopo due giorni il soggetto era autonomo dal punto di vista funzionale”.

Come va oggi?

” Il progresso è  stato considerevole. E bisogna prenderne atto, incluse le tecniche operatorie. Piuttosto occorre incoraggiare la donazione degli organi e da questo punto di vista, spiace dirlo, la Puglia non brilla”.

Il Covid ha ostacolato gli interventi chirurgici sul cuore?

” Purtroppo sì, specie nella fase della pandemia  delta, vi è stata minor disponibilità di posti nelle terapie intensive. Il Covid ha causato molti ritardi nelle cure e negli interventi e sono certo che purtroppo ne pagheremo lo scotto”.

Bruno Volpe

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