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Ventitré antenne solo a Bari, fa paura l’invasione del 5G

 

L’arrivo del <<5G>>, l’ultima generazione delle frequenze per la comunicazione via etere, preoccupa un crescente numero di cittadini e associazioni. Persino qualche parlamentare ha già chiesto ora lo stop delle antenne, anche se la scienza ufficiale, attraverso l’Istituto superiore della sanità (Iss), ha già gettato acqua sul fuoco: in una recente audizione alla Camera chiarisce che le tante nuove antenne 5G, per le loro caratteristiche, sono un pericolo più che remoto per la salute rispetto alle attuali tecnologie. Fatto sta che, anche se i resoconti delle audizioni non sono ancora disponibili in toto, il Partito della Rifondazione Comunista s’è subito schierata per la “moratoria sulla sperimentazione dei 5G a Bari. Raccogliendo e assumendo in buona sostanza la preoccupazione espressa da scienziati, realtà sociali e ambientaliste, comitati e cittadini verso l’installazione, appunto, in città di ben ventitré antenne 5G, decisa dall’amministrazione comunale senza un percorso di informazione e di sensibilizzazione della cittadinanza. E anzi ignorando la Legge regionale sulla Partecipazione n.28 del 2017. I governi italiani hanno finora ignorato gli allarmi lanciati dalla comunità scientifica internazionale, da centinaia di scienziati e ricercatori in tutto il mondo che chiedono una moratoria e mettono in guardia sui rischi dei 5G. <<Perfino il Comitato Scientifico Europeo sui Rischi Sanitari ha dovuto ammettere che la tecnologia 5G –rilancia Tonia Guerra per Prc – “evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per ciò che concerne i loro effetti sull’uomo o sull’ambiente”, evidenziando che “la mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”. Insomma, sono necessari altri studi, eseguiti da soggetti al di fuori di ogni possibile conflitto d’interessi per Rifondazione. Che al sindaco di Bari Antonio Decaro hanno già provveduto a ricordare la sua funzione di tutore e garante della salute e dell’incolumità dei cittadini e la necessità di ispirare le sue azioni al principio di precauzione e all’esclusivo interesse pubblico. Per questo a parere del Partito Rifondazione Comunista guidato dall’ex consigliere provinciale barese, urge bloccare questa sperimentazione di massa, come hanno già fatto numerosi altri sindaci. <<La prevenzione è necessaria, non vorremmo trovarci, a cose fatte e a danni già avvenuti, di fronte ad altre situazioni come l’amianto e il benzene>>. Firmato, Tonia Guerra dalla Segretaria della Rifondazione Comunista.

 

Francesco De Martino

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