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Vette montane: leggende e verità

Il nome di una montagna non è mai casuale. Può essere frutto di caratteristiche fisiche (Monte Rosa, Monte Bianco) o fare da habitat a una specie di uccelli, come nel caso del Monte Cornacchia, la vetta più alta di Puglia. Altre volte il toponimo trae in inganno : Il Monte Disgrazia, in Valtellina non ha sulla coscienza una cordata di alpinisti. Il suo nome deriva semplicemente dall’italianizzazione del toponimo lombardo des’giascia, che vuol dire “disghiaccia”. Anche il Passo di Baciamorti, in Lombardia, è frutto di corruzione popolare: dal latino «Maxione Mora» a Masamoro e infine Vasamor. Altre volte c’è di mezzo la leggenda: a proposito delle guglie rocciose delle Quattro Matte si narra che queste guglie in tempi antichi fossero quattro sorelle (Erica, Gardenia, Genzianella e Rosina). Un giorno, mentre erano nel bosco per raccogliere legna, s’imbatterono in un gruppo di folletti. Dopo essersi intrattenute con essi, tornarono a casa con la promessa di un appuntamento. Ma la promessa non venne mantenuta. Indignati, i folletti intonarono una canzone che fece impazzire e tramutare in pietra le quattro sorelle… E se una cima, invece che aguzza si presenta tondeggiante e glabra? Viene proprio voglia di chiamarla Monte Calvo. Il più celebre Monte Calvo (solo in Italia se ne contano sei con questo nome) si leva in Ucraina, vicino alla confluenza dei fiumi Dnieper e Lybid. Il ‘Lysa Hora’, letteralmente ‘monte privo di tratti distintivi’ o ‘monte sterile’ per il fatto di avere la sommità priva di vegetazione, deve la sua notorietà a una celebre composizione di Musorsgkij, poi ripresa da Rimskij-Korsakov e intitolata ‘Una notte sul Monte Calvo’, la cui fonte d’ispirazione fu la diceria che in cima a quell’altura si dessero convegno le streghe nella notte di Valpurga. Esiste poi un Monte Calvo in Abruzzo, nel Piceno, nel grossetano, tra le Alpi Graie, tra i Monti Ausoni (Lazio meridionale) e infine in Puglia. Il Monte Calvo del Gargano è con i suoi 1065 metri d’altezza una delle più elevate cime della nostra regione (vedi immagine). Montagna dalla caratteristiche carsiche, il Monte Calvo si presenta scavato da numerose grotte che risultano abitate sin dalla preistoria ; i ritrovamenti archeologici (asce, selci e strumenti vari) sono riconducibili al neolitico. Nonostante la sommità, livellata come un altopiano, sia spoglia di vegetazione, intorno ad essa prosperano imponenti querceti (cerro e roverella), estensioni di decidue latifoglie (Carpino, Carpinella, Acero campestre) e faggeti ; a quest’ultimo proposito è il caso di sottolineare che alle pendici del ‘nostro’ Monte Calvo il Fagus Sylvatica per effetto di particolari condizioni micro climatiche si spinge – in basso – ad altitudini minime rispetto ad analoghe formazioni presenti in Italia. Per via dell’altitudine e soprattutto dell’esposizione ai venti balcanici, in inverno il Monte Calvo si ricopre di un pesante manto di neve ; e per effetto della superficie leggermente bombata e spoglia, tale manto si presenta particolarmente suggestivo nelle limpide notti di luna piena. Il clima che avvolge l’habitat del monte è continentale, con inverni rigidi e ventosi ed estati miti e soleggiate.

 

Italo Interesse

 

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