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Via libera dei soci alla trasformazione in Spa e all’aumento di capitale.

Il salvataggio della Banca Popolare di Bari con la trasformazione in Spa e l’aumento del capitale ha conseguito l’ok della maggioranza dei soci all’assemblea straordinaria già in prima convocazione. Infatti,  l’assemblea straordinaria dell’istituto bancario barese in gestione commissariale dallo scorso metà dicembre, convocata a norma di legge e ai sensi dell’art. 21 dello statuto in prima convocazione per il 29 c.m. e per il 30 successivo in caso di non raggiungimento in prima della maggioranza assoluta dei soci, ha deliberato favorevolmente sui punti all’ordine del giorno già alla prima seduta, approvando tutti i punti all’Odg posti dai commissari e, quindi, la trasformazione in società per azioni della banca e l’aumento di capitale, previa copertura delle perdite maturate al 31 marzo 2020. Ciò è stato possibile perché all’assemblea straordinaria già al primo appello era formalmente presenti oltre il 50% degli aventi diritto, ovvero circa 40mila dei 69 e passa soci, e di questi circa il 96% dei soci  ha detto “Sì” all’approvazione di tutti e tre i punti sottoposti al voto, facendo così raggiungere i quorum costitutivi in prima convocazione (un decimo dei soci per la trasformazione, la metà dei soci per l’aumento di capitale). Tutte le delibere, infatti, sono state approvate con maggioranze ampiamente superiori a quelle previste dalla legge e dallo statuto sociale della vecchia Bpb.  Un esito, questo, che tutto sommato era già noto alla vigilia dell’assemblea, in quanto l’assemblea straordinaria dei soci della Banca cooperativa barese, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, si è svolta in ottemperanza alle recenti norme speciali anti-assembramento. E, quindi, in modo pressoché virtuale. Ossia con la partecipazione dei soggetti legittimati attraverso il Rappresentante designato in conformità alle predette recenti disposizioni di legge e regolamentari previste per tali eventi. Per cui sia il numero complessivo dei partecipanti al voto che le espressioni stesse di voto erano già note all’atto di insediamento dell’assemblea. Ciò non toglie, tuttavia, che per il numero complessivo registrato dei partecipanti si è comunque trattato di un esito eccezionale per l’istituto barese, che in altre precedenti occasioni assembleari non aveva mai conseguito. Ad ogni modo, per completezza di cronaca, riferiamo che i tre punti discussi ed approvati dall’assemblea straordinaria dei soci della Bpb sono stati: 1) La presa d’atto della situazione patrimoniale al 31 marzo 2020, dell’intervenuta riduzione a zero del capitale sociale per effetto delle perdite maturate a tale data e della ricostituzione di un patrimonio netto positivo pari a 10 milioni di euro per effetto dei versamenti del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e subordinati alla trasformazione e all’aumento del capitale di cui ai punti 2 e 3;  – 2) La proposta di trasformazione in società per azioni e conseguente adozione di un nuovo testo statutario;  – 3) La proposta di aumento del capitale sociale a pagamento e in via inscindibile con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, commi 5 e 6, cod. civ., per un importo complessivo pari ad Euro 933.246.586 da offrire in sottoscrizione al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e a Banca del Mezzogiorno – Medio Credito Centrale spa. In definitiva, con l’approvazione di questi tre punti è stato compiuto un passo fondamentale per evitare il fallimento dell’istituto barese e, quindi, per il suo salvataggio da parte dello Stato con il rafforzamento patrimoniale e della governance della Banca. Un salvataggio che consentirà poi di dare avvio alla sua fase di rilancio, nell’interesse dei correntisti, dei risparmiatori, delle imprese, delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche degli stessi vecchi azionisti e del territorio tutto. Infatti, l’evoluzione naturale del passo compiuto con la predetta assemblea di trasformazione in Spa della Bpb sarà la nascita dalle ceneri della vecchia cooperativa di credito barese della nuova “Banca del Mezzogiorno” per il Mezzogiorno che nel medio termine finirà verosimilmente per essere collocata sul mercato bancario privato, se non addirittura con la quotazione in Borsa delle azioni. Insomma, un primo passo importante, quello della trasformazione in Spa e di ricapitalizzazione, per la vecchia Banca Popolare di Bari che la mette al riparo da un default ormai conclamato lo scorso metà dicembre con la nomina dei due commissari straordinari,  Antonio Blandini ed Enrico Ajello, da parte dei vertici della Banca dì’Italia e con i sopraggiunti interventi contestuali del Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) e dello Stato, attraverso il Mcc. Soddisfatto per l’esito dell’assemblea anche il premier, Giuseppe Conte, che ha parlato di passaggio importante per l’istituto barese, affermando: “l’assemblea ha dimostrato il pieno apprezzamento dei soci e della comunità locale per il progetto di rilancio, che, in linea con criteri e logiche di mercato, porterà a rafforzare questo presidio bancario, essenziale per sostenere gli sforzi di famiglie e imprese e rilanciare l’economia del territorio, particolarmente provata in questa difficile fase emergenziale”. Invece, di operazione che “si inquadra in un progetto più ampio di rilancio dell’economia e di sostegno a famiglie e imprese del Mezzogiorno d’Italia”, ha parlato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha espresso anch’egli “grande soddisfazione” per l’esito dell’assemblea della Bpb.  Soddisfazione condivisa anche dall’a.d. di Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella, e dall’a.d. di Invitalia, Domenico Arcuri. Mentre ha espresso preoccupazione il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per i tagli di filiali e risorse umane che colpiranno la sua regione con il già annunciato piano di salvataggio della banca. Un piano di salvataggio che prevede – come detto – la partecipazione di Fitd con uno stanziamento di circa 1,2 miliardi di euro, compresi i 364 già anticipati di prestito temporaneo, mentre il Mcc (Medio credito centrale), che assumerà il controllo dell’istituto barese, parteciperà con 430 milioni di euro, ma che prevede anche il taglio di 91 filiali e 650 esuberi tra forza lavoro dell’istituto. “Da ora in poi – ha sottolineato Ajello – ci sono tutti i mezzi e tutte le condizioni per dare avvio al rilancio e quindi all’implementazione del piano industriale così come è stato definito, per poter provvedere all’adempimento dei debiti della banca, incluse le obbligazioni subordinate”. Infatti, ai soci (che avranno tempo fino al 31 luglio per decidere) verranno proposti warrant, cioè azioni gratuite, e risarcimenti di 2,38 euro per ogni azione acquistata negli aumenti di capitale 2014-2015. Per gli azionisti esclusi dall’offerta risarcitoria, invece, – hanno anche riferito i commissari – “verrà aperto un tavolo di conciliazione e solidarietà, le cui regole verranno decise anche insieme alle associazioni di azionisti”. E, quindi, per questi ultimi dovrebbe valere il noto detto che afferma: “meglio feriti che morti” per i loro pregressi investimenti azionari nella vecchia Bpb.

 

 

Giuseppe Palella

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